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domenica 5 ottobre 2014

Smettere di scrivere: incubo, segnale, risorsa

Per tutti gli scrittori arriva questo momento tremendo.

Può giungere a qualsiasi ora del giorno, in circostanze impensabili, oppure può accompagnarti erodendo il tuo cuore per lunghi lassi interminabili di tempo.

Un pensiero, un desiderio, una speranza, una rassegnazione.

Smettere di scrivere.

A volte, gli scrittori, tu, io, non desideriamo altro.

martedì 9 settembre 2014

Scrivere rimanendo sé stessi

Le persone in genere pensano che scrivere sia meraviglioso perché così puoi esprimerti, puoi dar voce ai tuoi pensieri e alle tue emozioni, puoi creare e vivere il tuo spazio creativo.

Esprimerti, i tuoi pensieri e le tue emozioni, il tuo spazio creativo.

Ma siamo poi così sicuri che la mente e il cuore che in quel momento stanno scrivendo siano veramente nostri?

Come possiamo fare per mettere veramente noi stessi in ciò che scriviamo, ed evitare le trappole che ci portano a scrivere come fossimo posseduti da qualcun altro?

Cerchiamo di capire quando non siamo noi stessi, e in che modo non lo siamo.

sabato 12 aprile 2014

Un racconto da dipingere

Dev'essere stato bello fare il pittore a Parigi alla fine del XIX secolo, in mezzo a Monet, Degas, Renoir e a tutto il meraviglioso fermento che ha cambiato per sempre l'arte e la cultura occidentale.

Dormi profondamente, dopo una notte passata a discutere, litigare e commuoversi con i colleghi artisti, o a cercare sollievo in dolci compagnie femminili, poi vai in giro al mattino a fare schizzi, sedendo al caffè, o appoggiandoti a qualche muretto ai bordi della Senna, e al pomeriggio ti chiudi nel tuo studio, con la tela e i colori a olio che asciugano lentamente e ti permettono di sudarci sopra con mille ritocchi, finché arriva la sera e ti senti esausto per aver dato fondo a tutta la tua creatività, ma pronto a una nuova notte da artista.

Ma la cosa più affascinante di questa fantasia è il parallelo tra la pittura e la scrittura, soprattutto nel processo creativo e produttivo.

Che cosa possiamo imparare da questo immaginario pittore impressionista e portarci nel nostro mondo reale di scrittori?

domenica 23 marzo 2014

Scrivere storie: quale marcia inserisci?

Ci sono momenti nei quali la scrittura sembra emergere direttamente dalle nostre profondità.

Sgorga, come guidata da una forza più grande di noi.

In altri momenti, ci accorgiamo che ogni parola ha bisogno di essere soppesata, e che comporre una frase è un processo lungo e minuzioso.

La scrittura in quel momento vuole la nostra cura, la nostra attenta dedizione.

Se scrivi ti sarà capitato di vivere questi due stati differenti.

Sono come due marce nel motore del tuo scrivere.

La prima è una marcia veloce, scattante, la scrittura è su di giri e tu la lasci andare come lasci andare in quinta la macchina su un bel rettilineo sgombro.

La seconda è una marcia lenta, potente, la scrittura si sposta piano, parola dopo parola, frase dopo frase, come si sposta l'auto in un parcheggio affollato attenti a non urtare nessuno.

Fin qui nulla di nuovo.

E forse ti sarà capitato anche di sbagliare l'innesto della marcia.

Quando per errore ti entra una marcia inadeguata senti subito il motore impazzire e l'auto arrancare.

Allo stesso modo, ti sarà successo di provare a buttar giù una pagina e perderti invece dietro ogni sillaba, o al contrario, di voler scegliere le parole giuste senza riuscire a far soffermare gli occhi, la mente e la mano.

In quei momenti, hai solo innestato la marcia sbagliata.

martedì 31 dicembre 2013

Grazie 2013!

159 post.

Ai quali però vanno aggiunti gli oltre settecento degli altri miei blog, e pagine di racconto, romanzo, saggio, materiali per i corsi, persino letterine per le festività che mi è capitato di dover buttar giù su richiesta.

Il 1 gennaio 2013 non avrei saputo immaginare neanche un terzo di tutto ciò che quest'anno ho effettivamente scritto.

Non avrei mai pensato alle occasioni, ai pretesti, alle necessità, agli stimoli che mi hanno portato a scrivere tutto ciò che ho scritto in questi dodici mesi.

Per non parlare del mio scenario sul futuro di quattro o cinque anni fa, quando ho iniziato l'avventura dei blog.

Forse la fregatura, per chi scrive, è avere sempre questo sguardo verso il domani.

sabato 30 novembre 2013

A secco con l'ispirazione? Ecco come fare!

Che meraviglia: hai finalmente ritagliato quel pomeriggio libero per dedicarti alla scrittura.

Nessun appuntamento, nessuna questione aperta, telefono spento, niente notifiche mail o social.

Se non arriva un cataclisma, ce la faccio, pensi.

Così lanci il tuo programma di scrittura, apri un nuovo documento, sgranchisci le dita e...

...niente.

Non succede niente.

Le idee giocano a nascondino, forse sono sotto il tappeto, così lo sollevi e ci passi l'aspirapolvere.

Poi torni a sederti, ma l'ispirazione è ancora a secco.

Magari una veloce navigata tra qualche sito, blog o network ti darà qualche spunto illuminante.

Ma già stai osservando l'orologio che senza pietà ti mostra come il tuo famoso pomeriggio libero da dedicare alla scrittura si stia assottigliando sempre più.

Hai commesso un grave errore: presentarti alla tua sessione di scrittura senza aver esplorato qualche ideuzza che facesse da starter.

Forse non sai ancora quando avrai il prossimo pomeriggio libero da dedicare alla scrittura, non sai nemmeno se sarà di pomeriggio.

Però, nel frattempo, puoi provare ad andare a caccia di idee, seguendo le tracce che adesso ti indicherò.

sabato 3 agosto 2013

Una vacanza da scrittori: tre passi da compiere

Estate piena, ormai, e il tempo rende giustizia, dopo un esordio traballante.

Un'estate per me piuttosto impegnativa, tra lavoro, cambiamenti casalinghi, visita ad amici e parenti e la vacanza che da lunedì mi risucchierà.

E spero al ritorno di aggiungere altre piccole esperienze significative per chiudere in bellezza agosto.

In tutto questo... che fine fa la scrittura?

Come conciliare la necessità di tenere accesa la fiamma della scrittura con i tempi e la libertà dell'aria estiva?

Sarà meglio prepararmi un piano che mi permetta comunque di tenermi in allenamento o lasciare che questo periodo permei la mia anima creativa, grazie alle esperienze che vivrò, per poi ricominciare a scrivere attingendo proprio a quanto avrò vissuto?

Insomma, per chiunque scriva e ami farlo, quando arriva l'estate, qual è il miglior modo di organizzarsi?

Credo che non esista una risposta univoca, anche perché non tutti magari saranno in vacanza come me e altri le avranno già trascorse in altri periodi o se le godranno più in là.

In ogni caso, ritengo ci siano almeno tre elementi dei quali tener conto, per approntare al meglio la propria strategia di scrittura in un periodo così particolare come quello delle vacanze estive.

giovedì 20 giugno 2013

Qui o si fa narrativa o si muore...

Non prenderla come una minaccia, né tantomeno come un invito di stampo garibaldino.

Poiché uno degli atavici problemi dello scrittore è l'arcinoto - e trito - blocco del medesimo, mi sembra interessante e divertente presentarti una cosuccia scovata in rete, e se la conosci già magari ti piacerà rifletterci ancora.

A tutti capita di avere giornate storte o fasi di secca creativa, persino momenti di monumentale pigrizia, immotivata e sacrosanta.

Ovviamente, chi scrive sa che questi stop - inspiegabili o cercati  -si pagano con il rimando, la procrastinazione, e così il proprio diventa un romanzo senza fine, quando non è addirittura senza inizio perché non ci siamo mai presi la briga di iniziare a stenderlo, dopo averlo strutturato.

Qual è la vera soluzione?

domenica 10 febbraio 2013

Scrivere lettere d'amore e non solo

San Valentino è alle porte e tutti gli innamorati cercano di prepararsi al meglio per questo evento.

Anche chi ama scrivere può approfittare di questa ricorrenza per rinverdire la sua pratica con la scrittura delle lettere.

Da quanto tempo non ricevi una lettera?

Intendo, una lettera vera, da una persona cara, non certo una lettera commerciale.

Le lettere sembrano parte di un mondo ormai andato, fatto di macchine da scrivere o carta decorata e corsivo a penna, ma soprattutto di attese, che oggi con la comunicazione tecnologica sono del tutto azzerate.

Ma c'è di più, soprattutto per gli scrittori.

Innanzitutto, la lettera richiede uno stile personale, una voce e un sentimento.

Un po' come quando ti cimenti nel far parlare o agire un tuo personaggio, e fai di tutto per far sembrare credibile il suo comportamento.

Non si scrive certo una lettera solo per passare delle informazioni ma soprattutto per comunicare al destinatario come ci sentiamo rispetto a quanto accaduto.

Ciò che rende interessante un racconto è la stessa profondità che rende coinvolgente una lettera.

domenica 20 gennaio 2013

Quando non hai voglia di scrivere...

Non dirmi che non ti capita mai.

Non sto parlando di quando non puoi scrivere, di quando il treno ritarda, di quando il rubinetto perde o la lavatrice si rompe, di quando la zia ti piomba in casa all'improvviso, o di quando ti concedi un salutare cambio di programma imprevisto perché magari fuori c'è la più splendida delle giornate.

Sto parlando di quando sai benissimo che dovresti scrivere, che dovresti portare a termine quel racconto, che dovresti schiodarti da Facebook e dalla mailbox e metterti a lavorare.

Dovresti, dovresti, dovresti...

Ma ci riesci?

Ti dico due cose.

La prima è abbastanza facile, cioè che succede anche a me e ti assicuro che è un destino molto diffuso nel mondo della scrittura a ogni livello.

La seconda è che io la maggior parte delle volte... non ci riesco.

Perché allora dovresti stare qui a leggere ciò che ti dico su questo problema se poi io stesso non ho la soluzione?

Primo, perché credo che una vera e definitiva soluzione non ci sia: stiamo parlando di creatività, cioè di vita pulsante, non di macchinette sforna-romanzi, e la vita è fatta di flussi e riflussi, di ondate di piena e periodi di risacca.

Secondo, perché alcune persone, di fronte al dovrei scrivere ma non ne ho voglia rischiano di convincersi che la scrittura non fa per loro.

Si potrebbe addirittura dire che il famoso consiglio di scrivere ogni giorno può essere controproducente, perché capiterà sempre un giorno in cui non puoi o proprio non vuoi metterti lì, ma questo non vuol dire che tu stia rinunciando al tuo progetto globale di scrittura.

Il cervello però a volte non distingue il no di un momento e lo estende a tutta la passione che c'è dietro, facendolo diventare un no totale.

Le cose non stanno così, in realtà anche i momenti di svogliatezza possono diventare opportunità redditizie che in seguito gioveranno alla tua scrittura.

Perciò, quando non hai voglia di scrivere...

sabato 29 dicembre 2012

Raccontare o raccontarsi?

Quando si dice che la buona scrittura arriva dal cuore, s'intende comunemente il racconto di eventi vissuti nella vita reale?

È necessario essere stati i protagonisti dei fatti che poi trasferiremo nelle pagine, per coinvolgere il lettore fino a immergerlo nella vicenda e nelle emozioni dei personaggi?

Difficile dare una risposta univoca.

Sicuramente, il successo di romanzi in forma di diario o di memoriale e di film basati su storie vere pende a favore di quest'ipotesi.

Magari il lettore, sapendo che si tratta di qualcosa di realmente accaduto, sente soddisfatta anche la sua voglia di informazione e il racconto romanzato su fatti veri gli ispira più fiducia.

Questo non vuol dire che una bella storia di fantascienza non possa essere apprezzata, ma che le emozioni che può trasmettere un racconto basato su eventi realmente accaduti sono più facilmente condivisibili e riconoscibili.

Quindi, il vecchio adagio scrivi ciò che conosci sembra trovare conferma in questo ragionamento.

Ma se le cose stanno così, che cosa dovrebbero fare tutti gli aspiranti scrittori che ritengono di non avere una vita sufficientemente ricca di avvenimenti da raccontare, ritenendola noiosa e di alcun interesse per chicchessia?

lunedì 12 novembre 2012

Scrittura, ispirazione, libertà

Hai visto dallo specchietto retrovisore quella faccia nell'auto dietro di te, stamattina?

E l'altra sera, a cena, il modo in cui era seduto quel tizio al tavolo accanto?

Se non passi tutto il tuo tempo in una tana, col tuo bloc notes o il tuo computer a scrivere - e se lo fai, ti do il benvenuto nel pazzo mondo della passione per la scrittura! - non puoi non aver notato che ci sono moltissime persone tutte intorno a te, con storie che hanno bisogno di essere svelate.

Forse sono le loro storie, tratte dalla loro vita, o forse sono storie che hanno sentito e delle quali stanno parlando, o ancora sono fatti che stanno accadendo proprio adesso e che un giorno esse ricorderanno come altre loro storie vissute.

Guarda bene.

sabato 13 ottobre 2012

Lascia scrivere il bambino

Lavoro con i bambini da tanti anni, ma non smetto di stupirmi tutte le volte che una piccoletta di tre anni, ogni giorno, mi porta pietruzze, larve, coccinelle, pezzi di nido caduti dagli alberi, per mostrarmi il tesoro che ha trovato.

Le dita dei bambini tastano e grattano esplorando, tutto li attrae, e corrono e si spostano senza preoccuparsi né del tempo né di uno scopo.

Per non parlare di quando usano il linguaggio e discutono tra loro: toni animati, voci che crescono, domande grondanti meraviglia, accompagnate da facce che si allungano per sottolinearne il senso, e dettagli incredibili che da adulti neanche avremmo notato.

Ecco qualcosa d'interessante: scrivere dalla prospettiva di un bambino.

domenica 16 settembre 2012

Liberi di scrivere

Scrittura libera: mai sentito?

Io ne ho parlato in questo post, e in rete così come nei libri sulla scrittura fioccano i consigli su come svolgere questo... esercizio? Impegno? Pratica? Trucco?

Quando tenti di imprigionare la scrittura libera in una definizione, ti accorgi che non puoi rendere davvero l'idea piena della sua essenza.

Sì, la scrittura libera - ossia scrivere a raffica senza fermarsi e soprattutto senza giudicare ciò che stai scrivendo mentre lo stai facendo - è utile per un sacco di scopi.
  • La scrittura libera migliora la tua fluidità
  • La scrittura libera accresce la tua creatività
  • La scrittura libera scavalca qualsiasi blocco dello scrittore

È tutto vero, è tutto questo ma è molto di più.

Perché chi pratica la scrittura libera ha la possibilità non tanto di scrivere, quanto di liberarsi.

È sull'aggettivo libera che devi concentrarti.

La scrittura libera ti mostrerà la tua vera libertà.

Ma di quale o quali libertà stiamo parlando?

mercoledì 27 giugno 2012

Il mensile di Iltuowritingcoach: Giugno 2012

Errare è umano
Perseverare è diabolico, si dice.

Per questo, con la serie di post sugli errori da evitare puoi fare un salto in avanti e dare più qualità ed efficienza alla tua scrittura.

Questo mese abbiamo parlato di precisione, dialoghi e uso della prima persona narrativa.

L'enigma delle storie
Strani sono i percorsi della mente e della creatività, quando si cerca di inventare una trama, di creare un soggetto, di sviluppare un'idea narrativa.

Ancor più strano è scoprire che mille spunti ci circondano di continuo, che la nostra prossima storia si celi in uno sguardo incrociato per caso, in una frase portata dal vento alle nostre orecchie, in un'immagine che incrocia il nostro cammino.

Più strano dello strano (e più vero del vero!), infine, scoprire che nella Settimana Enigmistica si celino tantissimi spunti creativi che ti permetteranno di inventare storie sorprendenti di sicuro impatto sui lettori.

Influenze letterarie
Sebbene molti appassionati di scrittura lo neghino, arriviamo al desiderio di scrivere, di raccontare, di costruire trame e intrecci dopo lo stimolo di un racconto, di un romanzo, di una storia che qualche scrittore ha realizzato prima di noi.

Fin qui si chiama ispirazione.

Tuttavia, se ci innamoriamo in modo particolare di un determinato autore, è molto probabile che la sua influenza si manifesti nella nostra scrittura.

Leggi il post adesso per capire come vivere l'emulazione dei tuoi scrittori preferiti e come andare oltre per trovare la tua vera voce.

giovedì 14 giugno 2012

Inventare storie è facile? Strano, ma vero!

Avere buone idee per una storia da raccontare in un romanzo sembra molto difficile.

Eppure, leggi queste e dimmi se almeno qualcuna di esse non sarebbe abbastanza intrigante:

  • Un uomo colleziona migliaia di tipi di manette diverse per progettare un colpo di stato moralistico
  • Un tizio resta seduto in auto più di 200 giorni per un rito magico
  • Una pornostar decide di battere il record di prestazioni andando con 600 uomini
  • Uno scultore usa il cibo come materiale di lavoro ma in seguito a una crisi economica gli chiedono di cedere le sue sculture per sfamare le persone
  • Un uomo si guadagna da vivere facendosi risarcire dai titolari di ristoranti nei quali finge di soffocarsi a causa del cibo servito
  • D'Annunzio temeva il 13 al punto di sostituirne la scrittura con la formula 12+1, così un critico scopre che nelle sue opere c'è uno strano codice
  • Uno scultore siciliano realizza la statua di un enorme seme d'arancia, senza dire che in realtà l'ha trovato scavando il terreno nel quale voleva costruire una casa, ma il seme col tempo germoglia e dà vita a un agrume gigante che i cittadini vogliono proteggere e gli speculatori vogliono sfruttare a fini commerciali
  • Un uomo dalla vita turbolenta e membro di sette religiose che istigano al suicidio viene ingaggiato da un agente dello spettacolo che lo trasforma in fenomeno televisivo
  • Milioni di ragni si preparano a invadere un piccolo paesino dove si sta preparando un matrimonio alla grande che coinvolgerà tutta la cittadinanza
I lettori di Chuck Palahniuk forse avranno riconosciuto la terza, la quinta e l'ottava idea dell'elenco come i soggetti di tre famosissimi romanzi dello scrittore statunitense, nell'ordine Gang Bang, Soffocare e Survivor.

Tuttavia, tra queste tre idee e le altre sei c'è una forte affinità: sono tutti fatti veri o verisimili, e quando non lo sono partono da fatti di cronaca reali, si basano tutti sul portare all'assurdo un comportamento o una condizione, oppure si fondano su un evento straordinario ma naturale e possibile.

Se ho inserito nell'elenco le idee di Chuck Palahniuk è per farti capire che anche lui è partito, per tutti i suoi romanzi, da idee apparentemente assurde e molto ma molto originali.

Da dove vengono le altre sei idee?

sabato 10 dicembre 2011

Scrivere come un attore

Che cosa può imparare uno scrittore da un attore?

Sono passati dieci anni dalle mie ultime esperienze teatrali, alle quali ogni tanto ritorno con la mente e con il cuore, ora per onorarne il ricordo, ora per riflettere meglio.

Per me c'è una profonda connessione tra scrivere e recitare.

In particolare, il legame si stringe quando consideriamo lo scrivere e l'arte d'interpretare un personaggio.

mercoledì 30 novembre 2011

Il mensile di Iltuowritingcoach: Novembre 2011

Gli ultimi post sul mondo della scrittura creativa e narrativa, a portata di mano per te!

Scrivere per simboli
È partita una serie di articoli sul livello simbolico della scrittura.

La prima parte, uscita il 6/11/2011, ti introduce nel mondo del simbolismo narrativo, evidenziando come ogni storia che raccontiamo sia in realtà la descrizione di come un personaggio si trasforma in qualcos'altro e in che modo questo passaggio di stato riesca a coinvolgerci ed appassionarci come lettori, oltre che a consentirci di proiettare le nostre stesse aspettative, da scrittori.

Nella seconda parte, del 25/11/2011, riporto alcuni esempi e considerazioni su come i cicli vitali - il tempo, le stagioni, le età - vadano a "informare" le nostre storie, diventando nello stesso tempo sia chiavi di lettura della vicenda, sia elemento creativo e drammaturgico, in grado di offrire agli autori la "soluzione" all'enigma che ogni storia costituisce per chi la scrive.

Raccontati una storia
Un esercizio creativo - già presente in forma ridotta nel minicorso legato a questo blog - che ti permetterà di superare qualsiasi blocco della creatività.

Forse non sai che dentro di te c'è qualcuno - un'entità, uno spirito, la tua anima? - in grado di scrivere al tuo posto, come un ghostwriter, la storia che da tempo sogni di mettere su carta.

Devi solo metterlo in condizione di farlo, e in questo post ti spiego come e che cosa fare.

venerdì 18 novembre 2011

Il ghostwriter che c'è in te

Immagino tu sappia che cos'è un ghostwriter: qualcuno che in pratica scrive al posto di qualcun altro che poi ci mette solo la firma.

Non so se tu abbia mai pensato di cercare questo qualcuno che potesse scrivere al posto tuo ma ti assicuro - a giudicare dalle mail che ricevo - che è un pensiero più diffuso di quanto si possa credere.

Perché si dovrebbe aver bisogno di un ghostwriter?

Questa figura in realtà nacque perché alcuni scrittori, per motivi politici o sociali, non potevano comparire come autori dei loro scritti né potevano utilizzare pseudonimi.

In seguito, il ghostwriter è diventato una sorta di scrittore su commissione che fa il lavoro "sporco" per chi poi suggella con il suo nome l'opera scritta dal "fantasma".

Potremmo dunque pensare che chi voglia servirsi di un ghostwriter sia quantomeno pigro, se non un imbroglione.

Io lo definirei innanzitutto una persona che non riesce a trovare idee su cui scrivere e ha bisogno della "testa" di qualcun altro.

Ma attenzione: non ci troviamo spessissimo anche noi, che ci definiamo invece scrittori, nella stessa situazione?

Non attraversiamo anche noi periodi di "secca" della nostra creatività?

Non dubitiamo mai di aver smarrito per sempre la nostra capacità di narrare storie?

Solo la nostra etica, allora, ci differenzia da quella di chi sarebbe disposto invece a farsi scrivere ciò che da solo non riesce.

E l'etica, si sa, deriva comunque anche dai condizionamenti ambientali.

Siamo dunque tutti bisognosi, in potenza, di un ghostwriter?

La mia risposta è sì, ma questo non vuol dire che il ghostwriter di cui abbiamo bisogno stia là fuori da qualche parte.

Il ghostwriter a cui penso io è celato dentro di te.

giovedì 28 luglio 2011

Il mensile di Iltuowritingcoach: Luglio 2011

Questione di incipit!
Quando ho aperto la prima pagina dell'ultimo romanzo di Marco Archetti ho visto come già completato questo post, Una prima pagina da manuale.

Una serie impressionante di "trucchi" per accendere la curiosità del lettore, tutti belli "zippati" nella primissima pagina del romanzo.

Bravura e astuzia sono sempre un binomio vincente.

La virtù di essere brevi
Basta cambiare una vocale e quel brevi diventa bravi.

Come Anna Matacchione che ci regala questa piccola perla, scritta grazie a uno degli Esercizi di scrittura: tua madre, esercizi che puoi trovare nel minicorso aperto a tutti gli iscritti al blog.

Per iscriversi, inserisci il tuo nome e la tua mail nel form qui accanto.

L'APC della scrittura
Non è un errore di battitura.

A sta per Abilità, P sta per Pratica e C sta per Costanza.

Ecco per te le tre chiavi irrinunciabili per scrivere un romanzo.

Domenico è sempre Domenico
Volevo scrivere un post sulla scrittura nella scrittura, quell'affascinante modalità con cui gli scrittori raccontano di sé stessi mentre scrivono lo stesso romanzo che tu hai tra le mani.

Sono consapevole, invece, che La scrittura nella scrittura: dentro e fuori dai romanzi di Starnone è venuto soprattutto come un omaggio sfegatato a questo autore del quale non posso fare a meno, anche per le origini comuni, lo ammetto.

Qui parliamo di grandi lezioni di letteratura, non farti scappare questo post e soprattutto i suoi romanzi.

Giochi di una notte di mezza estate
Inventare una storia può essere un gioco estremamente divertente.

Non parlo delle modalità fiabesche o da animazione per bambini, alle quali peraltro va tutto il mio rispetto, visto che tuttora le pratico.

Il gioco che ti propongo in Scrivere un libro... su che cosa? coniuga la capacità tutta infantile di creare collegamenti tra elementi a caso, e il brivido tutto adulto di non sapere dove andrai a parare, ma con la certezza di pervenire a un risultato sicuro: una storia da raccontare.