Che meraviglia: hai finalmente ritagliato quel pomeriggio libero per dedicarti alla scrittura.
Nessun appuntamento, nessuna questione aperta, telefono spento, niente notifiche mail o social.
Se non arriva un cataclisma, ce la faccio, pensi.
Così lanci il tuo programma di scrittura, apri un nuovo documento, sgranchisci le dita e...
...niente.
Non succede niente.
Le idee giocano a nascondino, forse sono sotto il tappeto, così lo sollevi e ci passi l'aspirapolvere.
Poi torni a sederti, ma l'ispirazione è ancora a secco.
Magari una veloce navigata tra qualche sito, blog o network ti darà qualche spunto illuminante.
Ma già stai osservando l'orologio che senza pietà ti mostra come il tuo famoso pomeriggio libero da dedicare alla scrittura si stia assottigliando sempre più.
Hai commesso un grave errore: presentarti alla tua sessione di scrittura senza aver esplorato qualche ideuzza che facesse da starter.
Forse non sai ancora quando avrai il prossimo pomeriggio libero da dedicare alla scrittura, non sai nemmeno se sarà di pomeriggio.
Però, nel frattempo, puoi provare ad andare a caccia di idee, seguendo le tracce che adesso ti indicherò.
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sabato 30 novembre 2013
A secco con l'ispirazione? Ecco come fare!
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sabato 3 agosto 2013
Una vacanza da scrittori: tre passi da compiere
Estate piena, ormai, e il tempo rende giustizia, dopo un esordio traballante.
Un'estate per me piuttosto impegnativa, tra lavoro, cambiamenti casalinghi, visita ad amici e parenti e la vacanza che da lunedì mi risucchierà.
E spero al ritorno di aggiungere altre piccole esperienze significative per chiudere in bellezza agosto.
In tutto questo... che fine fa la scrittura?
Come conciliare la necessità di tenere accesa la fiamma della scrittura con i tempi e la libertà dell'aria estiva?
Sarà meglio prepararmi un piano che mi permetta comunque di tenermi in allenamento o lasciare che questo periodo permei la mia anima creativa, grazie alle esperienze che vivrò, per poi ricominciare a scrivere attingendo proprio a quanto avrò vissuto?
Insomma, per chiunque scriva e ami farlo, quando arriva l'estate, qual è il miglior modo di organizzarsi?
Credo che non esista una risposta univoca, anche perché non tutti magari saranno in vacanza come me e altri le avranno già trascorse in altri periodi o se le godranno più in là.
In ogni caso, ritengo ci siano almeno tre elementi dei quali tener conto, per approntare al meglio la propria strategia di scrittura in un periodo così particolare come quello delle vacanze estive.
Un'estate per me piuttosto impegnativa, tra lavoro, cambiamenti casalinghi, visita ad amici e parenti e la vacanza che da lunedì mi risucchierà.
E spero al ritorno di aggiungere altre piccole esperienze significative per chiudere in bellezza agosto.
In tutto questo... che fine fa la scrittura?
Come conciliare la necessità di tenere accesa la fiamma della scrittura con i tempi e la libertà dell'aria estiva?
Sarà meglio prepararmi un piano che mi permetta comunque di tenermi in allenamento o lasciare che questo periodo permei la mia anima creativa, grazie alle esperienze che vivrò, per poi ricominciare a scrivere attingendo proprio a quanto avrò vissuto?
Insomma, per chiunque scriva e ami farlo, quando arriva l'estate, qual è il miglior modo di organizzarsi?
Credo che non esista una risposta univoca, anche perché non tutti magari saranno in vacanza come me e altri le avranno già trascorse in altri periodi o se le godranno più in là.
In ogni caso, ritengo ci siano almeno tre elementi dei quali tener conto, per approntare al meglio la propria strategia di scrittura in un periodo così particolare come quello delle vacanze estive.
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domenica 21 aprile 2013
L'ambiente degli scrittori: sai cogliere lo spirito dei luoghi?
Immagina di scrivere la tua prossima storia sotto quel gazebo che vedi in foto, poi torna alla stanza in cui sei, guardati intorno e rifletti: ci sarebbe qualche differenza?
Se ti piace scrivere, soffermati per un attimo sul luogo in cui vivi.
Una grande città o un paesino di campagna?
Una casa a due piani o un seminterrato?
Un quartiere multietnico o una monotona distesa di vetri e cemento?
Se ti piace scrivere, soffermati per un attimo sul luogo in cui vivi.
Una grande città o un paesino di campagna?
Una casa a due piani o un seminterrato?
Un quartiere multietnico o una monotona distesa di vetri e cemento?
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sabato 29 dicembre 2012
Raccontare o raccontarsi?
Quando si dice che la buona scrittura arriva dal cuore, s'intende comunemente il racconto di eventi vissuti nella vita reale?
È necessario essere stati i protagonisti dei fatti che poi trasferiremo nelle pagine, per coinvolgere il lettore fino a immergerlo nella vicenda e nelle emozioni dei personaggi?
Difficile dare una risposta univoca.
Sicuramente, il successo di romanzi in forma di diario o di memoriale e di film basati su storie vere pende a favore di quest'ipotesi.
Magari il lettore, sapendo che si tratta di qualcosa di realmente accaduto, sente soddisfatta anche la sua voglia di informazione e il racconto romanzato su fatti veri gli ispira più fiducia.
Questo non vuol dire che una bella storia di fantascienza non possa essere apprezzata, ma che le emozioni che può trasmettere un racconto basato su eventi realmente accaduti sono più facilmente condivisibili e riconoscibili.
Quindi, il vecchio adagio scrivi ciò che conosci sembra trovare conferma in questo ragionamento.
Ma se le cose stanno così, che cosa dovrebbero fare tutti gli aspiranti scrittori che ritengono di non avere una vita sufficientemente ricca di avvenimenti da raccontare, ritenendola noiosa e di alcun interesse per chicchessia?
È necessario essere stati i protagonisti dei fatti che poi trasferiremo nelle pagine, per coinvolgere il lettore fino a immergerlo nella vicenda e nelle emozioni dei personaggi?
Difficile dare una risposta univoca.
Sicuramente, il successo di romanzi in forma di diario o di memoriale e di film basati su storie vere pende a favore di quest'ipotesi.
Magari il lettore, sapendo che si tratta di qualcosa di realmente accaduto, sente soddisfatta anche la sua voglia di informazione e il racconto romanzato su fatti veri gli ispira più fiducia.
Questo non vuol dire che una bella storia di fantascienza non possa essere apprezzata, ma che le emozioni che può trasmettere un racconto basato su eventi realmente accaduti sono più facilmente condivisibili e riconoscibili.
Quindi, il vecchio adagio scrivi ciò che conosci sembra trovare conferma in questo ragionamento.
Ma se le cose stanno così, che cosa dovrebbero fare tutti gli aspiranti scrittori che ritengono di non avere una vita sufficientemente ricca di avvenimenti da raccontare, ritenendola noiosa e di alcun interesse per chicchessia?
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domenica 23 dicembre 2012
Scrivere ciò che non hai mai scritto
Siamo usciti indenni dall'annunciata fine del mondo.
Eppure, se solo fossimo stati più attenti, il giorno prima della catastrofe preventivata, avremmo colto l'occasione dell'anno, anzi, di tutta la nostra esistenza.
Pensaci per un attimo: che cosa potresti scrivere se sapessi di avere ancora un giorno, uno soltanto, per buttar giù l'ultimo testo della tua vita?
Un pensiero che all'inizio può gettare ancor di più nello sconforto, facendoci piombare nella tremenda sensazione di non sapere davvero che cosa tracciare su quel foglio o quali tasti pigiare.
Gli scrittori sono una razza molto strana.
Prima, osservano il mondo con le lenti di chi vuole comprendere il perché e il percome del comportamento umano, al fine di strutturarlo in un racconto o in una storia.
Poi però qualcosa li frena dallo scrivere direttamente ciò che hanno visto, sentito, percepito, compreso.
A volte sono le distrazioni e gli impegni derivanti dal lavoro, dalla famiglia, o dalla semplice mancanza di tempo, qualsiasi cosa voglia dire.
Altre volte - la maggioranza - è che a pensarci meglio, essi non hanno davvero idea di che cosa scrivere con precisione.
Qualcosa li ha toccati, ma decidono comunque di aspettare che tutto si chiarisca, che la sensazione di incapacità, in contrasto con quella di aver trovato qualcosa che accende l'ispirazione, scompaia per arrivare a una storia ben definita.
Ma c'è dell'altro.
Eppure, se solo fossimo stati più attenti, il giorno prima della catastrofe preventivata, avremmo colto l'occasione dell'anno, anzi, di tutta la nostra esistenza.
Pensaci per un attimo: che cosa potresti scrivere se sapessi di avere ancora un giorno, uno soltanto, per buttar giù l'ultimo testo della tua vita?
Un pensiero che all'inizio può gettare ancor di più nello sconforto, facendoci piombare nella tremenda sensazione di non sapere davvero che cosa tracciare su quel foglio o quali tasti pigiare.
Gli scrittori sono una razza molto strana.
Prima, osservano il mondo con le lenti di chi vuole comprendere il perché e il percome del comportamento umano, al fine di strutturarlo in un racconto o in una storia.
Poi però qualcosa li frena dallo scrivere direttamente ciò che hanno visto, sentito, percepito, compreso.
A volte sono le distrazioni e gli impegni derivanti dal lavoro, dalla famiglia, o dalla semplice mancanza di tempo, qualsiasi cosa voglia dire.
Altre volte - la maggioranza - è che a pensarci meglio, essi non hanno davvero idea di che cosa scrivere con precisione.
Qualcosa li ha toccati, ma decidono comunque di aspettare che tutto si chiarisca, che la sensazione di incapacità, in contrasto con quella di aver trovato qualcosa che accende l'ispirazione, scompaia per arrivare a una storia ben definita.
Ma c'è dell'altro.
lunedì 12 novembre 2012
Scrittura, ispirazione, libertà
Hai visto dallo specchietto retrovisore quella faccia nell'auto dietro di te, stamattina?
E l'altra sera, a cena, il modo in cui era seduto quel tizio al tavolo accanto?
Se non passi tutto il tuo tempo in una tana, col tuo bloc notes o il tuo computer a scrivere - e se lo fai, ti do il benvenuto nel pazzo mondo della passione per la scrittura! - non puoi non aver notato che ci sono moltissime persone tutte intorno a te, con storie che hanno bisogno di essere svelate.
Forse sono le loro storie, tratte dalla loro vita, o forse sono storie che hanno sentito e delle quali stanno parlando, o ancora sono fatti che stanno accadendo proprio adesso e che un giorno esse ricorderanno come altre loro storie vissute.
Guarda bene.
E l'altra sera, a cena, il modo in cui era seduto quel tizio al tavolo accanto?
Se non passi tutto il tuo tempo in una tana, col tuo bloc notes o il tuo computer a scrivere - e se lo fai, ti do il benvenuto nel pazzo mondo della passione per la scrittura! - non puoi non aver notato che ci sono moltissime persone tutte intorno a te, con storie che hanno bisogno di essere svelate.
Forse sono le loro storie, tratte dalla loro vita, o forse sono storie che hanno sentito e delle quali stanno parlando, o ancora sono fatti che stanno accadendo proprio adesso e che un giorno esse ricorderanno come altre loro storie vissute.
Guarda bene.
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