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sabato 8 settembre 2012

Quanto dura la lettura?



 Ovvero, quanto tempo ci vuole a leggere un romanzo, un racconto, un testo narrativo in genere?

Giro intorno alla domanda, perché mi sono imbattuto nella versione audiolibro di Hanno tutti ragione, il romanzo in cui Paolo Sorrentino amplia l'epopea di Tony Pisapia, il personaggio del suo primo film L'uomo in più, ribattezzato Tony Pagoda, e che quest'anno ha avuto seguito in Tony Pagoda e i suoi amici, tutti per La Feltrinelli.

Spulcio l'indice della confezione, che contiene la lettura del romanzo a opera di chi lo ha incarnato sullo schermo, cioè Toni Servillo, e leggo Durata totale 11 ore e 5 minuti.

La prima riflessione è più che altro un tuffo all'indietro, a quando l'ho letto: quanto tempo ci avrò messo, io?

mercoledì 16 maggio 2012

Ancora suspense: ecco i passi giusti!



 Nel post di venerdì scorso abbiamo visto Come tenere il lettore sulla corda della suspense grazie alle domande e ai dubbi sul destino dei protagonisti.

Oggi vediamo in concreto e con maggiori dettagli come applicare questa strategia, per rendere ancor più avvincente il racconto.

mercoledì 8 dicembre 2010

Il successo nella scrittura? Una trama a colpo sicuro!

Se ti dicessi che esiste un modo per scrivere un racconto dal successo garantito, probabilmente penseresti alla solita "bufala" internettiana.

Se poi aggiungessi che non si tratta di una mia originale trovata, ma di un principio antico come l'arte del narrare, potresti pensare anche che sto farneticando.

Se infine affermassi che è una cosa a costo zero, sotto gli occhi di tutti, che non richiede sforzo e che mette in crisi tutti i discorsi sull'originalità, la personalità, la creatività e qualsivoglia qualità necessaria o presunta tale per la scrittura, ti balenerebbe l'idea di farmi rinchiudere.

Spero che nella stanza dove sarò ricoverato ci sia l'adsl...

Ma adesso te la sparo lo stesso...

Alla gente non piacciono le novità.

Potrei portarti migliaia di prove per validare quest'affermazione.

Tutte le grandi novità, soprattutto in campo artistico sono state all'inizio fortemente osteggiate.

Almeno la metà di queste novità ha avuto bisogno di una grossa campagna mediatica per essere poi accettata come arte.

In campo narrativo, ciò risulta ancor più vero: se la narrazione non segue un ritmo riconoscibile per chi la ascolta o la legge, essa risulterà spesso incomprensibile.

Il principio della riconoscibilità ha un peso determinante nella diffusione della narrazione, come arte e come elemento fondante dello sviluppo culturale umano.

giovedì 7 ottobre 2010

Il nome del personaggio: un dettaglio "pesante"

Chi scrive narrativa o sceneggiature prima o poi deve scegliere i nomi dei suoi personaggi.

Anche nel caso estremo in cui decida di servirsi di appellativi generici come uomo, o di chiamare i personaggi con dei numeri progressivi, o "battezzi" come uomo senza nome il suo eroe - come hanno fatto Sergio Leone e Clint Eastwood - non avrà eluso la scelta, bensì avrà solo confermato la sua importanza.

Dare il giusto nome al personaggio può avere diverse importanti conseguenze.