Lavoro con i bambini da tanti anni, ma non smetto di stupirmi tutte le volte che una piccoletta di tre anni, ogni giorno, mi porta pietruzze, larve, coccinelle, pezzi di nido caduti dagli alberi, per mostrarmi il tesoro che ha trovato.
Le dita dei bambini tastano e grattano esplorando, tutto li attrae, e corrono e si spostano senza preoccuparsi né del tempo né di uno scopo.
Per non parlare di quando usano il linguaggio e discutono tra loro: toni animati, voci che crescono, domande grondanti meraviglia, accompagnate da facce che si allungano per sottolinearne il senso, e dettagli incredibili che da adulti neanche avremmo notato.
Ecco qualcosa d'interessante: scrivere dalla prospettiva di un bambino.
