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giovedì 13 dicembre 2012

Scrivi come mangi

Non c'è bisogno che lo dica io: da alcuni anni, e in questo 2012 in particolare, l'argomento culturale che ha monopolizzato l'attenzione di tutti i media - internet compreso - è il cibo.

La tv ormai fonda una buona metà dei suoi palinsesti sui programmi di cucina e le loro varianti, in edicola le riviste di gastronomia continuano a tirare da matti e anche in rete ci sono almeno tre o quattro siti e blog che spopolano.

Tra semplici contenitori di ricette e veri e propri diari di viaggi alla scoperta delle cucine del mondo, il cibo è più che mai l'argomento di principale interesse di lettori, telespettatori e navigatori.

Che cosa c'entra con la narrativa?

Semplice: scrivere di cibo può essere un ottimo sistema per caratterizzare i tuoi personaggi.

Non c'è bisogno che io ti citi alcuni dei romanzi sull'argomento arcifamosi, dai quali sono stati anche tratti succulenti film, come Il pranzo di Babette della Blixen, Dona Flor e i suoi due mariti di Amado, Come l'acqua per il cioccolato della Esquivel, per non parlare di Le relazioni culinarie di Staikos che però ho letto solo per rispetto verso il bellissimo viaggio in Grecia che avevo fatto, perché anche se contiene il meglio della cucina ellenica, come romanzo lascia parecchio affamati.

Ogni nostro evento culturale, tradizionale e istituzionale passa attraverso la tavola, dal Natale alle colazioni di lavoro, passando per la cena a lume di candela, tutti sistemi non solo per nutrirsi ma per entrare in contatto con estranei o familiari.

Il cibo scolpisce la cultura di paesi e popoli.

Descrivere dunque il cibo dei tuoi personaggi ti aiuta a definirli meglio, a disegnare il loro mondo e a far assaporare il loro ambiente al lettore.