Visualizzazione post con etichetta Gabriele Salvatores. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gabriele Salvatores. Mostra tutti i post
martedì 14 giugno 2011
Scrivere sempre lo stesso libro
Ieri sera con piacere ho rivisto Puerto Escondido con la regia di Salvatores e ho pensato subito a questo post.
Già da qualche tempo avrei voluto scrivere di Pino Cacucci, l'autore del romanzo dal quale è tratto il film, perché il suo esordio letterario è un esempio di un fenomeno del quale i letterati sopraffini dibattono di frequente.
La domanda è: si scrive sempre lo stesso romanzo?
Etichette:
dialogo,
Federico Fellini,
Gabriele Salvatores,
Philip Roth,
Pino Cacucci,
racconto
martedì 28 dicembre 2010
Come scrivere un film (e non solo)
Risposta: basta vedere Happy Family di Gabriele Salvatores, nel quale un divertente Fabio De Luigi veste i panni di Ezio, un autore che pesca a piene mani dalla sua vita i pezzi per comporre il quadro della storia che vuole scrivere.
Un'idea feconda, quella di mettere in scena l'autore stesso nel bel mezzo della sua creazione.
Che io mi ricordi, uno degli esempi più vecchi sta in l'Illusion comique di Pierre Corneille in cui un finto mago, Alcandre, aiuta un giovane a ingannare benevolmente il padre poco fiducioso nei suoi confronti: il padre è convinto di vedere, grazie a una magia, ciò che si svolge in tutt'altro luogo, mentre i "fantasmi" che egli è convinto di vedere sono in realtà persone reali che interpretano la parte di fantasmi.
Si tratta del complesso gioco del teatro nel teatro, in cui i livelli di rappresentazione si accavallano e si mescolano.
La prima grande dimostrazione di quanto possa essere appassionante rappresentare i pensieri di un autore mentre prendono forma ce la diede Luigi Pirandello con la trilogia del teatro nel teatro, composta da Sei personaggi in cerca d'autore (i personaggi si ribellano per il modo in cui gli attori li interpretano e chiedono al capocomico di prendere il loro posto), Ciascuno a suo modo (la vicenda di un'attrice dal comportamento discusso si rivela essere una commedia, ma i protagonisti reali e gli spettatori nello stesso tempo commentano la rappresentazione) e Questa sera si recita a soggetto (prima di andare in scena, attori e regista litigano davanti al pubblico per l'impostazione registica dello spettacolo).
L'effetto di scambio continuo tra il piano della realtà e quello della finzione piace perché fa lo stesso effetto di quei sogni nei quali siamo convinti di essere svegli e che quando ci svegliamo davvero ci lasciano sgomenti.
Etichette:
creatività,
Federico Fellini,
François Truffaut,
Gabriele Salvatores,
Luigi Pirandello,
Michael Frayn,
Pierre Corneille,
Sally Potter,
strategie,
Woody Allen
Iscriviti a:
Post (Atom)