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giovedì 9 febbraio 2012

Scriviamo una storia: dal "C'era una volta" al "Ogni giorno che passava"

Molti libri sulla scrittura riportano la famosa struttura in tre atti: una storia, per avere la giusta organizzazione e il ritmo adatto, dovrebbe suddividersi in tre parti progressive.

Con le nostre sette mosse, ricalcheremo in qualche modo questa struttura tripartita.

I primi due passi citati nel post precedente, C'era una volta e Ogni giorno che passava, coprono per intero la sezione costituente il primo atto di una storia.

In questa sezione iniziale, lo scrittore persegue uno scopo ben preciso: dire al lettore tutto ciò che egli ha bisogno di sapere per comprendere il prosieguo della storia.

È fondamentale, e se il lettore, nel finale di un libro, si confonde, molto probabilmente è perché nelle prime due parti qualcosa non ha funzionato nel modo giusto.

domenica 13 febbraio 2011

Lupus in fabula: come ti disegno il cattivo di turno

Lupus in fabula naturalmente non si riferisce al lupo di Cappuccetto Rosso ma al suo antenato delle favole di Esopo o Fedro.

Certo, quello della povera Cappuccetto Rosso è cattivo forte, tanto che Andersen non se l'è sentita di lasciare la versione di Perrault - in cui il lupo mangia la bambina e vissero felice e sazio lui e digerita e assimilata lei - ma ha tirato fuori dal cilindro il cacciatore (Celentano era ancora in via Gluck).

Però anche il lupo della favola classica tanto simpatico non è, anzi: ha le tipiche caratteristiche di superbia, cupidigia e arroganza che gli attribuiranno fino a tutto il medioevo, Dante compreso quando lo incontra ai piedi del monte insieme alla lonza e al leone (in più quella era una lupa e si sa che le donne ne sanno una più del diavolo).

Dunque il cattivo ci vuole: cosa sarebbe D'Artagnan senza Richelieu o Renzo Tramaglino senza Don Rodrigo?