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domenica 12 ottobre 2014

Racconto allungato vs. racconto concentrato

Nel mondo degli appassionati di scrittura si sente spesso parlare di una regola, da impartire a tutti i principianti e molto difficile da far rispettare, per chi insegna.

Poiché il narratore inesperto tende a dire i fatti da raccontare, a riferire gli avvenimenti, lo si esorta invece a scrivere in modo da mostrarli, da farli vedere e percepire al lettore, in modo che questi possa da solo - come guardando un film - completare il puzzle della storia nella sua mente.

La regola, o il consiglio se vogliamo, è sostanzialmente giusta, perché è vero che chi muove i primi passi quasi sempre commette l'errore di non scrivere descrivendo con i sensi ma di riferire ciò che avviene, ed è altrettanto vero che qualsiasi brano, reso più specifico grazie all'uso di un linguaggio che mostra le cose, diventa più potente.

sabato 30 novembre 2013

A secco con l'ispirazione? Ecco come fare!

Che meraviglia: hai finalmente ritagliato quel pomeriggio libero per dedicarti alla scrittura.

Nessun appuntamento, nessuna questione aperta, telefono spento, niente notifiche mail o social.

Se non arriva un cataclisma, ce la faccio, pensi.

Così lanci il tuo programma di scrittura, apri un nuovo documento, sgranchisci le dita e...

...niente.

Non succede niente.

Le idee giocano a nascondino, forse sono sotto il tappeto, così lo sollevi e ci passi l'aspirapolvere.

Poi torni a sederti, ma l'ispirazione è ancora a secco.

Magari una veloce navigata tra qualche sito, blog o network ti darà qualche spunto illuminante.

Ma già stai osservando l'orologio che senza pietà ti mostra come il tuo famoso pomeriggio libero da dedicare alla scrittura si stia assottigliando sempre più.

Hai commesso un grave errore: presentarti alla tua sessione di scrittura senza aver esplorato qualche ideuzza che facesse da starter.

Forse non sai ancora quando avrai il prossimo pomeriggio libero da dedicare alla scrittura, non sai nemmeno se sarà di pomeriggio.

Però, nel frattempo, puoi provare ad andare a caccia di idee, seguendo le tracce che adesso ti indicherò.

martedì 17 settembre 2013

Una vita per scrivere

Se io ti dicessi che hai a disposizione sempre davanti a te la formula magica per estrarre dalle cose ordinarie qualcosa di straordinario?

I dettagli della vita quotidiana sono una miniera d'oro che aspetta solo di essere estratto per andare a impreziosire la tua scrittura.

Tutto ciò che devi fare è prestare attenzione, come se mettessi la tua vita su un vetrino da infilare sotto al microscopio, e poi raccontare che cosa vedi.

Ecco qualche spunto per cominciare.

lunedì 26 agosto 2013

Personaggi che si vestono...

Ti svegli una mattina, fai due passi verso l'armadio e ne tiri fuori qualche capo da indossare.

Sembra una cosa semplicissima, eppure presuppone tutta una serie di micro pensieri, a volte automatici, altre volte ben ponderati, che contengono la risposta a moltissime domande.

Perché scegli proprio quei vestiti?

Stai cercando la comodità per goderti a pieno una mattinata di pigrizia?

Stai tentando di apparire professionale e affidabile perché vuoi far colpo al lavoro?

O magari sei una persona che non cambia mai il tipo di vestiario, indipendentemente dal contesto?

Quando descrivi i tuoi personaggi in un racconto, può capitare di soffermarti su dettagli del loro abbigliamento, o addirittura lanciarti nella descrizione piena di ciò che indossano da capo a piedi.

Ovvio che lo fai perché anche questo elemento contribuisce a dare vita a quel personaggio e a farlo sentire al lettore.

Il bello, come per ogni descrizione, è che stai già creando un umore, un'atmosfera, senza ancora aver narrato nulla.

Ecco alcune tipologie di abbigliamento per i personaggi, con i loro effetti su chi legge, per cucire addosso ai tuoi protagonisti l'abito che li renderà immediatamente riconoscibili e indimenticabili.

domenica 9 giugno 2013

Scene brevi o scene lunghe: questo è il problema...

A volte ci vogliono centinaia di pagine per capire che cos'è che non va nel romanzo che stai leggendo.

Il discorso si complica e diventa ancor più delicato se si tratta della storia alla quale stai lavorando con fatica.

Mi piace farmi affascinare dai romanzi brevi di certe case editrici indipendenti, e con ottimismo penso sempre che quei libriccini mi regaleranno un'emozione singolare.

Spesso però i romanzi brevi portano con sé un carattere ibrido - romanzo  breve, di per sé è un ossimoro - che alla lunga si paga con la poca efficacia della narrazione.

Scene spesso brevissime, volutamente brevi e impaginate in modo che la brevità risalti, ti lasciano l'impressione di qualcosa che rotola via troppo rapidamente, come se l'autore non le avesse scandagliate a sufficienza.

Bozzetti, interessanti e pittoreschi persino, ma pur sempre bozzetti.

Quasi sempre si tratta di piccoli romanzi con trame basate su un personaggio che cerca il classico sé stesso, che realizza la sua vera aspirazione, che risponde a una chiamata.

Storie intrise di una spiritualità che ha ingranato la quinta.

Allora, a queste scene brevi, se ne aggiungono altre che per il contenuto sono ancora più fugaci, come i flashback, e alla fine hai l'impressione che tutto sia solo accennato, che tutto stia lì solo per toccare i tuoi sensi in modo superficiale, senza innescare quel processo di identificazione e partecipazione.

Soprattutto, sembra proprio che l'autore sappia sin dall'inizio come andrà a finire la storia.

Certo che deve saperlo, mi risponderai.

Sì, ribatto io, ma dev'essere così bravo da darmi l'impressione di scoprirlo insieme a me che leggo.

Per questi e altri problemi, la cura della lunghezza delle scene può essere determinante.

Quindi, se qualche volta ti capita di chiederti quanto dovrebbe essere lunga una scena, e se esistono misure che non si dovrebbero trasgredire, ti stai facendo una domanda utilissima.

venerdì 3 agosto 2012

Scrivere in spiaggia: fatti ispirare!



 Con il solleone sempre più deciso a non mollare, anche chi non si è recato in riva al mare sente che il tempo richiama tutti alla vacanza.

E anche chi, per converso e per rinfrancarsi, si concentra sull'opposto, sognando distese innevate e freddo, in realtà non fa che reagire al tempo.

Per te, per me e per tutti coloro che amano scrivere storie, il tempo può essere un grande alleato e sussurrare alle nostre orecchie idee, soluzioni, situazioni, scene, personaggi, dialoghi, racconti interi perfino!

Ricorderai senz'altro Snoopy con la sua macchina da scrivere e il suo mitico era una notte buia e tempestosa, a testimonianza di quanto il tempo meteorologico possa creare i presupposti giusti per narrare (anche se poi il povero Snoopy arrivava a conclusioni non sempre piacevoli per lui!).

In che modo puoi usare il meteo per arricchire la tua storia da raccontare?