159 post.
Ai quali però vanno aggiunti gli oltre settecento degli altri miei blog, e pagine di racconto, romanzo, saggio, materiali per i corsi, persino letterine per le festività che mi è capitato di dover buttar giù su richiesta.
Il 1 gennaio 2013 non avrei saputo immaginare neanche un terzo di tutto ciò che quest'anno ho effettivamente scritto.
Non avrei mai pensato alle occasioni, ai pretesti, alle necessità, agli stimoli che mi hanno portato a scrivere tutto ciò che ho scritto in questi dodici mesi.
Per non parlare del mio scenario sul futuro di quattro o cinque anni fa, quando ho iniziato l'avventura dei blog.
Forse la fregatura, per chi scrive, è avere sempre questo sguardo verso il domani.
Visualizzazione post con etichetta esercizi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esercizi. Mostra tutti i post
martedì 31 dicembre 2013
Grazie 2013!
Etichette:
consigli,
creatività,
elenco,
esercizi,
motivazione,
narrare,
racconto,
scrittura,
scrittura creativa,
strategie
domenica 12 maggio 2013
Il gusto di scrivere
Che gusto ha l'atto di scrivere?
In che modo le esperienze sensoriali legate al gusto, ai sapori e al cibo possono arricchire la nostra esperienza di scrittori, narratori e inventori di storie?
Se è vero che la cucina è un perfetto connubio di tecnica ed estro, e la degustazione un viaggio nei sensi alla ricerca del sapore, come può uno scrittore "cucinare" un buon racconto con cui "nutrire" i suoi lettori?
Da queste tre domande e da tutte le altre che saremo capaci di elaborare, parte il laboratorio di scrittura Il gusto di scrivere, che ho l'onore di tenere sabato e domenica 1 e 2 giugno a Sant'Antonino di Torrazza Coste (PV).
Esercitazioni guidate, lavoro individuale e di gruppo, dalla generazione di idee all'orchestrazione della trama fino alla tecnica di editing, ci impegneranno dalle 16 del sabato alle 17 della domenica, per stare insieme, condividere la passione per le storie da narrare e la voglia di scoprirsi semplici, sensibili, creativi e capaci di gustare il cibo, la scrittura e la vita.
L'evento nell'evento è la cena del sabato, nella quale si celebreranno la collina e i suoi abitanti, e dove mangiare e chiacchierare sarà esperienza di piacere e materiale di lavoro per la scrittura del giorno seguente.
Il laboratorio è frutto di un'iniziativa privata dettata da puro amore per la scrittura, e per questo non prevede alcun costo in denaro per i partecipanti, ma l'impegno alla partecipazione attiva del laboratorio e dei momenti di condivisione quotidiana di pranzo e cena.
Il programma dei lavori di scrittura in sintesi:
- dalle 16 alle 19 del sabato: dall'ingrediente al piatto, esercitazioni guidate all'elaborazione creativa di materiali per la costruzione di una storia, a partire dal contatto diretto col cibo
- dalle 9.30 alle 12.30 della domenica: il menù perfetto, percorso creativo per la costruzione di una trama collettiva a partire dalle suggestioni della cena-evento del sabato sera
- dalle 14.30 alle 17 della domenica: la presentazione è tutto, tecniche-espresso di editing e revisione per pagine impeccabili
Ancora pochissimi posti disponibili, per prenotarti scrivi nella pagina contatti.
Etichette:
esercizi,
laboratorio,
racconto,
scrittura creativa,
Scrivere,
strategie,
tecniche
domenica 16 settembre 2012
Liberi di scrivere
Scrittura libera: mai sentito?
Io ne ho parlato in questo post, e in rete così come nei libri sulla scrittura fioccano i consigli su come svolgere questo... esercizio? Impegno? Pratica? Trucco?
Quando tenti di imprigionare la scrittura libera in una definizione, ti accorgi che non puoi rendere davvero l'idea piena della sua essenza.
Sì, la scrittura libera - ossia scrivere a raffica senza fermarsi e soprattutto senza giudicare ciò che stai scrivendo mentre lo stai facendo - è utile per un sacco di scopi.
- La scrittura libera migliora la tua fluidità
- La scrittura libera accresce la tua creatività
- La scrittura libera scavalca qualsiasi blocco dello scrittore
È tutto vero, è tutto questo ma è molto di più.
Perché chi pratica la scrittura libera ha la possibilità non tanto di scrivere, quanto di liberarsi.
È sull'aggettivo libera che devi concentrarti.
La scrittura libera ti mostrerà la tua vera libertà.
Ma di quale o quali libertà stiamo parlando?
venerdì 25 maggio 2012
Colpo di fulmine in una scena
Lei era lì, accanto a lui, e tastava con la punta delle dita più delicate del pianeta la buccia di quelle melanzane. Lui non parlò più, non si mosse più, non respirò più. Lei sollevò lo sguardo e si accorse dei suoi occhi un attimo prima di fargli sentire le sue ginocchia ammorbidirsi quasi a cedere, per poi tirarsi su con l'aiuto di una cassa di pomodori a cui appoggiarsi, al che l'ortolano fece per scacciarlo con un colpo di giornale. Che sorriso aveva lei, da desiderare i colpi di giornale del negoziante pur di vederla sorridere ancora, e seguirla senza sembrare un importuno era difficile, tra le ceste di peperoni, aglio, baccelli e mazzi di sedano, con lei sgusciante che però sembrava lanciare sguardi tutte le volte che ricompariva tra le teste di tutta quella gente a fare la spesa. Scansando le sporte piene delle persone e dando qualche ginocchiata a quelle più grosse, cercava di non perderla. Perché occhi più blu dei riflessi del ghiaccio fanno raggelare di piacere e a quel punto muoversi con agilità è un'impresa. Fu allora che si accorse che non era sola, quando l'amica dalla cresta folta lo inchiodò con gli occhi e poi sussurrò rapida qualcosa all'orecchio di lei, e di nuovo cascate di gelo per come ridevano, con la mano davanti ai denti bianchi che nell'amica spiccavano sulla pelle scurissima. Quella cresta da tagliare, che gli impediva di controllare se si voltasse verso di lui, quella cresta da maledire perché interrompeva quel flusso di freddo calore che lo legava al suo sguardo. Quella cresta che, per seguirla, lo fece inciampare squarciando i sacchetti di una passante, nella ressa verso l'uscita del mercato. E uscendone a gattoni, con la testa ancora a mezz'aria la vide ferma a guardare proprio lui. E se fosse stato un demone a ingannarlo, non poteva saperlo, tutto faceva credere che per un secondo lei fosse rivolta proprio verso di lui che cercava di ristirare i calzoni stazzonati. Proprio abbassando lo sguardo su una piega di troppo, perse l'attimo in cui lei si piazzò sul sellino dello scooter in partenza, sgommato dall'amica. Che l'avrebbe sognata chissà per quante notti era una cosa più certa del suo stesso nome, da quel momento.
giovedì 28 luglio 2011
Il mensile di Iltuowritingcoach: Luglio 2011
Questione di incipit!
Quando ho aperto la prima pagina dell'ultimo romanzo di Marco Archetti ho visto come già completato questo post, Una prima pagina da manuale.
Una serie impressionante di "trucchi" per accendere la curiosità del lettore, tutti belli "zippati" nella primissima pagina del romanzo.
Bravura e astuzia sono sempre un binomio vincente.
La virtù di essere brevi
Basta cambiare una vocale e quel brevi diventa bravi.
Come Anna Matacchione che ci regala questa piccola perla, scritta grazie a uno degli Esercizi di scrittura: tua madre, esercizi che puoi trovare nel minicorso aperto a tutti gli iscritti al blog.
Per iscriversi, inserisci il tuo nome e la tua mail nel form qui accanto.
L'APC della scrittura
Non è un errore di battitura.
A sta per Abilità, P sta per Pratica e C sta per Costanza.
Ecco per te le tre chiavi irrinunciabili per scrivere un romanzo.
Domenico è sempre Domenico
Volevo scrivere un post sulla scrittura nella scrittura, quell'affascinante modalità con cui gli scrittori raccontano di sé stessi mentre scrivono lo stesso romanzo che tu hai tra le mani.
Sono consapevole, invece, che La scrittura nella scrittura: dentro e fuori dai romanzi di Starnone è venuto soprattutto come un omaggio sfegatato a questo autore del quale non posso fare a meno, anche per le origini comuni, lo ammetto.
Qui parliamo di grandi lezioni di letteratura, non farti scappare questo post e soprattutto i suoi romanzi.
Giochi di una notte di mezza estate
Inventare una storia può essere un gioco estremamente divertente.
Non parlo delle modalità fiabesche o da animazione per bambini, alle quali peraltro va tutto il mio rispetto, visto che tuttora le pratico.
Il gioco che ti propongo in Scrivere un libro... su che cosa? coniuga la capacità tutta infantile di creare collegamenti tra elementi a caso, e il brivido tutto adulto di non sapere dove andrai a parare, ma con la certezza di pervenire a un risultato sicuro: una storia da raccontare.
Quando ho aperto la prima pagina dell'ultimo romanzo di Marco Archetti ho visto come già completato questo post, Una prima pagina da manuale.
Una serie impressionante di "trucchi" per accendere la curiosità del lettore, tutti belli "zippati" nella primissima pagina del romanzo.
Bravura e astuzia sono sempre un binomio vincente.
La virtù di essere brevi
Basta cambiare una vocale e quel brevi diventa bravi.
Come Anna Matacchione che ci regala questa piccola perla, scritta grazie a uno degli Esercizi di scrittura: tua madre, esercizi che puoi trovare nel minicorso aperto a tutti gli iscritti al blog.
Per iscriversi, inserisci il tuo nome e la tua mail nel form qui accanto.
L'APC della scrittura
Non è un errore di battitura.
A sta per Abilità, P sta per Pratica e C sta per Costanza.
Ecco per te le tre chiavi irrinunciabili per scrivere un romanzo.
Domenico è sempre Domenico
Volevo scrivere un post sulla scrittura nella scrittura, quell'affascinante modalità con cui gli scrittori raccontano di sé stessi mentre scrivono lo stesso romanzo che tu hai tra le mani.
Sono consapevole, invece, che La scrittura nella scrittura: dentro e fuori dai romanzi di Starnone è venuto soprattutto come un omaggio sfegatato a questo autore del quale non posso fare a meno, anche per le origini comuni, lo ammetto.
Qui parliamo di grandi lezioni di letteratura, non farti scappare questo post e soprattutto i suoi romanzi.
Giochi di una notte di mezza estate
Inventare una storia può essere un gioco estremamente divertente.
Non parlo delle modalità fiabesche o da animazione per bambini, alle quali peraltro va tutto il mio rispetto, visto che tuttora le pratico.
Il gioco che ti propongo in Scrivere un libro... su che cosa? coniuga la capacità tutta infantile di creare collegamenti tra elementi a caso, e il brivido tutto adulto di non sapere dove andrai a parare, ma con la certezza di pervenire a un risultato sicuro: una storia da raccontare.
Etichette:
creatività,
Domenico Starnone,
esercizi,
Marco Archetti,
strategie
venerdì 8 luglio 2011
Esercizi di scrittura: tua madre...
Presento con piacere a tutti i lettori Anna Matacchione e il suo racconto breve, ispirato da uno degli esercizi del minicorso Storie brevi, intitolato Tua madre.
Per partecipare, iscriviti inserendo il tuo nome e la tua email nel form qui accanto: riceverai immediatamente l'ebook gratuito Costruire la trama.
Ecco il racconto e auguri ad Anna.
Ricordo ancora il suo sguardo, nei pomeriggi passati insieme a fare i compiti, a casa tua.
I suoi occhi si stringevano in un sorriso tenero e amorevole posandosi su di te.
Io la fissavo incantata, nutrendomi di quell’amore sconosciuto e sognato che dai suoi occhi,
sfiorando appena i lembi del cuore, si irradiava in tutta la stanza, come profumo di biscotti appena
sfornati, carezzandomi l’anima.
Mio Dio quanto amore respiravo e quanto segretamente ti ho invidiata.
Mai sarei andata via. E quanto a lungo ho desiderato e sognato invano, come respiro vitale, che gli
occhi di mia madre si posassero su di me almeno una volta, con la dolcezza struggente e infinita
di … tua madre…
Per partecipare, iscriviti inserendo il tuo nome e la tua email nel form qui accanto: riceverai immediatamente l'ebook gratuito Costruire la trama.
Ecco il racconto e auguri ad Anna.
Ricordo ancora il suo sguardo, nei pomeriggi passati insieme a fare i compiti, a casa tua.
I suoi occhi si stringevano in un sorriso tenero e amorevole posandosi su di te.
Io la fissavo incantata, nutrendomi di quell’amore sconosciuto e sognato che dai suoi occhi,
sfiorando appena i lembi del cuore, si irradiava in tutta la stanza, come profumo di biscotti appena
sfornati, carezzandomi l’anima.
Mio Dio quanto amore respiravo e quanto segretamente ti ho invidiata.
Mai sarei andata via. E quanto a lungo ho desiderato e sognato invano, come respiro vitale, che gli
occhi di mia madre si posassero su di me almeno una volta, con la dolcezza struggente e infinita
di … tua madre…
mercoledì 15 dicembre 2010
La difficile arte di far dialogare i personaggi
Poiché le festività natalizie e di fine anno sono vicine, voglio suggerirti di usare le cene, i pranzi, le feste e i ritrovi ai quali molto probabilmente parteciperai per collezionare dialoghi, sui quali poi lavorerai con la procedura che adesso ti illustrerò.
Naturalmente puoi approfittare di qualsiasi occasione festaiola, quindi l'esercizio è perfettamente ripetibile.
Durante l'evento a cui partecipi registra un pezzo di dialogo, non importa se lo scambio ti sembra assurdo, freddo o carico di tensione.
Presta molta attenzione a ciò che è stato detto.
In un momento successivo trascrivilo e trasformalo in una scena.
Naturalmente puoi approfittare di qualsiasi occasione festaiola, quindi l'esercizio è perfettamente ripetibile.
Durante l'evento a cui partecipi registra un pezzo di dialogo, non importa se lo scambio ti sembra assurdo, freddo o carico di tensione.
Presta molta attenzione a ciò che è stato detto.
In un momento successivo trascrivilo e trasformalo in una scena.
martedì 2 novembre 2010
La voce narrativa: come cercarla, come trovarla
Trovare la propria voce narrativa è una delle parti fondamentali della scrittura creativa.
Uno scrittore può impiegare mesi per trovare la voce giusta, ma quando l'ha identificata, il racconto sgorga con facilità.
La voce narrativa è come il "cemento" del racconto: anche se le parti della tua storia fossero perfette, per tenerle insieme ci vuole il "collante" giusto.
Ogni voce ha la sua coesione interna, scrivere è mettersi sulle tracce di questa coesione, e a volte può passare molto tempo soltanto per decidere che c'è bisogno di riscrivere, passare dalla prima alla terza persona, o dal passato al presente.
Fa parte del processo creativo.
Ma nell'iniziare un nuovo lavoro, più esperimenti facciamo con le voci, meno avremo bisogno di cambiarle dopo, quando il racconto avrà raggiunto dimensioni consistenti.
Uno scrittore può impiegare mesi per trovare la voce giusta, ma quando l'ha identificata, il racconto sgorga con facilità.
La voce narrativa è come il "cemento" del racconto: anche se le parti della tua storia fossero perfette, per tenerle insieme ci vuole il "collante" giusto.
Ogni voce ha la sua coesione interna, scrivere è mettersi sulle tracce di questa coesione, e a volte può passare molto tempo soltanto per decidere che c'è bisogno di riscrivere, passare dalla prima alla terza persona, o dal passato al presente.
Fa parte del processo creativo.
Ma nell'iniziare un nuovo lavoro, più esperimenti facciamo con le voci, meno avremo bisogno di cambiarle dopo, quando il racconto avrà raggiunto dimensioni consistenti.
giovedì 21 ottobre 2010
Esercizi di scrittura: quello che ho perduto e quello che ho trovato
Pubblico con molto piacere questo piccolo racconto di Valeria Pistolato, ispirato da uno degli esercizi del minicorso Storie brevi, intitolato Quello che ho perduto e quello che ho trovato.Valeria Pistolato è autrice del blog http://yaila.wordpress.com/ .
Puoi ricevere il corso anche tu, iscrivendoti con il form qui a lato.
Grazie a Valeria e grazie comunque a tutti gli altri iscritti, dai quali spero di ricevere altri testi da pubblicare.
Buona lettura.
Chissà perché ogni anno mi avvicino alla data del mio compleanno con l'animo di chi deve, volente o nolente, fare un bilancio della propria vita...
Ancora intorpidita dal sonno resto lì, fra le lenzuola, abbracciata al mio cuscino, avvolta dal silenzio del primo mattino quando tutto il mondo ancor riposa, e penso. Penso a quanto la vita sia beffarda. A volte ti toglie, altre volte di dà, ma sempre secondo la sua volubilità e mai secondo i tuoi desideri.
Nella vita, a causa della mia disabilità, ho perduto la possibilità di vivere la mia infanzia serenamente come qualsiasi altra bambina, ma ho trovato la capacità di sorprendermi e di emozionarmi per le piccole cose: l'alba, il tramonto, un campo pieno di papaveri in fiore, l'abbraccio ad una persona cara.
Ho perduto la possibilità di giocare con le bambole perché ho dovuto badare ben presto ai miei fratelli mentre i miei genitori erano al lavoro, ma ho trovato, oggi, un legame molto forte, oserei dire indissolubile, coi miei fratelli, anche se i piccoli diverbi quotidiani condiscono spesso il rapporto che c'è fra di noi.
Nella vita ho perduto, o per meglio dire non ho mai avuto, la possibilità di usare le mie gambe come tutti gli altri, in modo scaltro, veloce, attivo, ma ho trovato la possibilità di usare il mio cervello e la mia anima per creare ogni giorno qualcosa di nuovo per me, qualcosa che arricchisca, sorprenda e faccia gioire me stessa prima che le persone a me care.
Nella vita ho perduto il rispetto degli altri per me. Il rispetto di persone che erano convinte che non fossi in grado di capire, di ragionare, di soffrire per i loro insulti. Poi però, con un po' di freddezza, di egoismo e di autostima, ho trovato me stessa e la capacità di rispettarmi, amarmi e apprezzarmi per quella che sono: una
persona non più disposta ad accettare le angherie, le offese gratuite, i voltagabbana.
Nella vita ho trovato un tumore che ha messo a dura prova la mia persona, la mia anima, la mia femminilità, e per questo ho solo perso. Ho combattuto... L'ho combattuto strenuamente e ho vinto la battaglia, ma ho come l'impressione di aver perso un sogno, il mio sogno più grande, e non ho ancora capito se l'ho perso per sempre.
Forse è solo questione di tempo.
sabato 11 settembre 2010
Sulle tracce della trama: stabilire il tema e il luogo
Sul telaio della mente
Le parole trama e testo sono metafore: derivano dal mondo delle stoffe, della tessitura, dove il testo è l’intreccio dei fili che forma la stoffa e la trama è la qualità di questo intreccio.
Anche filo e intreccio sono parole del mondo della tessitura usate come metafore nel mondo della scrittura: il filo narrativo è la serie di avvenimenti attraversati da un personaggio, l’intreccio è il modo in cui gli avvenimenti sono collegati tra loro.
Forse l’accostamento con una pratica artigianale ha fatto pensare alla scrittura come artigianato.
L’idea è buona ma può avere conseguenze non altrettanto buone.
Per coloro che prendono alla lettera le metafore di cui parlavo, la trama è qualcosa da stabilire a priori, proprio come fa una tessitrice quando imposta i rocchetti al telaio sapendo bene quale trama otterrà.
Solo che il "telaio" metaforico – ossia la nostra mente – non è fisso come il vero telaio di legno, e quindi non c’è alcuna garanzia che la trama impostata poi funzioni fino alla fine.
Per coloro invece che considerano le stesse metafore come suggestioni da cui partire, costruire la trama somiglia piuttosto a una ricerca: spesso nelle ricerche si inizia cercando qualcosa e se ne trovano altre, inaspettate e sorprendenti.
Quindi, c’è chi scrive costruendo prima la trama perché ha bisogno di sapere – come Dio! – ogni minimo movimento del piccolo mondo di sua creazione.
Poi c’è chi scrive partendo con una vaga idea per il piacere di renderla precisa durante il percorso.
Chi ha ragione?
Le parole trama e testo sono metafore: derivano dal mondo delle stoffe, della tessitura, dove il testo è l’intreccio dei fili che forma la stoffa e la trama è la qualità di questo intreccio.
Anche filo e intreccio sono parole del mondo della tessitura usate come metafore nel mondo della scrittura: il filo narrativo è la serie di avvenimenti attraversati da un personaggio, l’intreccio è il modo in cui gli avvenimenti sono collegati tra loro.
Forse l’accostamento con una pratica artigianale ha fatto pensare alla scrittura come artigianato.
L’idea è buona ma può avere conseguenze non altrettanto buone.
Per coloro che prendono alla lettera le metafore di cui parlavo, la trama è qualcosa da stabilire a priori, proprio come fa una tessitrice quando imposta i rocchetti al telaio sapendo bene quale trama otterrà.
Solo che il "telaio" metaforico – ossia la nostra mente – non è fisso come il vero telaio di legno, e quindi non c’è alcuna garanzia che la trama impostata poi funzioni fino alla fine.
Per coloro invece che considerano le stesse metafore come suggestioni da cui partire, costruire la trama somiglia piuttosto a una ricerca: spesso nelle ricerche si inizia cercando qualcosa e se ne trovano altre, inaspettate e sorprendenti.
Quindi, c’è chi scrive costruendo prima la trama perché ha bisogno di sapere – come Dio! – ogni minimo movimento del piccolo mondo di sua creazione.
Poi c’è chi scrive partendo con una vaga idea per il piacere di renderla precisa durante il percorso.
Chi ha ragione?
Iscriviti a:
Post (Atom)








