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martedì 8 luglio 2014

Scrivere un dialogo: non sono solo parole...

Quando due o più personaggi di una storia parlano tra loro, che cosa succede esattamente?

Si può pensare, con semplicità, che stiano solo parlando.

Ed è vero, ma per il lettore che li osserva, anzi, li ascolta, le cose sono leggermente diverse.

Dai loro scambi il lettore vive un'esperienza particolare.

Ho da poco finito di revisionare dei racconti per una raccolta di esordienti, e con sorpresa - o senza, dovrei dire - ho constatato che il maggior numero di punti deboli erano nei dialoghi.

E che il dialogo sia un banco di prova tremendo lo dimostra la leggenda per la quale l'editor della casa editrice, di solito, per scremare la miriade di manoscritti che gli arriva, ne prende alcuni a caso e li giudica esclusivamente da una pagina di dialogo.

La domanda è: quali scarterà e quali conserverà, e soprattutto perché?

domenica 23 settembre 2012

Ma come parli? Guida al dialogo realistico

Dialogando s'impara
Narrare non sempre vuol dire ricalcare la realtà così come la vediamo e la viviamo.

Nei racconti ovviamente accade una percentuale di cose strane, anomale, molto più alta e concentrata di quante ne avvengano in una vita nella media.

Ma non si tratta solo degli avvenimenti: anche il modo di pensare, sentire e comunicare dei personaggi può essere più o meno differente.

Da che cosa è data questa differenza?

sabato 14 luglio 2012

Sbagliando s'impara... a scrivere: momenti di stallo

Che cosa succede dopo?

Grazie a questa semplice domanda, gli scrittori sono capaci di sviluppare le loro storie e concatenare scena dopo scena le loro trame.

Quello che non si sottolinea abbastanza è che per far succedere qualcosa dopo deve accadere qualcosa prima.

Così è facile trovare autori che hanno avuto una grande idea sull'esperienza da far vivere ai propri personaggi, ma che tuttavia si perdono in mille chiacchiere inutili prima di arrivare alla parte interessante della loro storia.

A differenza della vita reale, nei romanzi e nei racconti l'ozio e la noia non sono permessi, a meno che non servano a portare avanti la trama.

Ci sono autori, anche molto rinomati, che commettono questo errore volutamente, al solo scopo di trasformare un piacevole raccontino in un tomo di cinquecento pagine, e che se lo leggano loro!

Il pericolo più grande, dunque, è che nella scena che stai scrivendo non succeda nulla, e il lettore aspetti che accada ciò che deve accadere.

mercoledì 27 giugno 2012

Il mensile di Iltuowritingcoach: Giugno 2012

Errare è umano
Perseverare è diabolico, si dice.

Per questo, con la serie di post sugli errori da evitare puoi fare un salto in avanti e dare più qualità ed efficienza alla tua scrittura.

Questo mese abbiamo parlato di precisione, dialoghi e uso della prima persona narrativa.

L'enigma delle storie
Strani sono i percorsi della mente e della creatività, quando si cerca di inventare una trama, di creare un soggetto, di sviluppare un'idea narrativa.

Ancor più strano è scoprire che mille spunti ci circondano di continuo, che la nostra prossima storia si celi in uno sguardo incrociato per caso, in una frase portata dal vento alle nostre orecchie, in un'immagine che incrocia il nostro cammino.

Più strano dello strano (e più vero del vero!), infine, scoprire che nella Settimana Enigmistica si celino tantissimi spunti creativi che ti permetteranno di inventare storie sorprendenti di sicuro impatto sui lettori.

Influenze letterarie
Sebbene molti appassionati di scrittura lo neghino, arriviamo al desiderio di scrivere, di raccontare, di costruire trame e intrecci dopo lo stimolo di un racconto, di un romanzo, di una storia che qualche scrittore ha realizzato prima di noi.

Fin qui si chiama ispirazione.

Tuttavia, se ci innamoriamo in modo particolare di un determinato autore, è molto probabile che la sua influenza si manifesti nella nostra scrittura.

Leggi il post adesso per capire come vivere l'emulazione dei tuoi scrittori preferiti e come andare oltre per trovare la tua vera voce.

venerdì 15 giugno 2012

Sbagliando s'impara... a scrivere: dialoghi

Scrivere un buon dialogo non è cosa semplice, e l'argomento non si esaurisce mai.

Non solo ho scritto questo e quest'altro post sul tema, ma l'abilità di far parlare i personaggi tra loro è trattata nei miei corsi sia in Accademia del romanzo sia in quello specifico Tutto sul dialogo.

Un dialogo si può sbagliare per questioni di contenuto, per come abbiamo disegnato i personaggi, per problemi di coerenza narrativa.

Tutti questi problemi si risolvono leggendo e scrivendo in continuazione, con l'esperienza.

C'è però un tipo di errore che si può correggere fin dall'inizio, ed è l'uso di legature e descrizioni.

La legatura è l'informazione su chi sta parlando, per esempio "Non farmi ripetere sempre le stesse cose!" disse Maria.

La descrizione è l'informazione su che cosa fa chi sta parlando e/o chi ascolta, per esempio "Ti sto ascoltando, non vedi?" rispose con gli occhi bassi Alfredo, mentre Maria seguitava a percorrere la stessa mattonella su e giù.

Come usare al meglio questi due strumenti ed evitare gli errori più comuni?

domenica 30 ottobre 2011

Scrivere un libro, e soprattutto controllarlo!

Correggere un testo spesso finisce per essere solo una scusa per rimpinzarsi di caffè e non completare mai l'impresa.

Revisionare non è facile e, se fatto a tentoni, può farci diventare come Sisifo in un eterno ricominciare... a bere caffè.

Se dovessi riassumere in una lista le domande più importanti per controllare la correttezza, la qualità e lo stile di un racconto, direi che ogni narratore, appena completata la sua stesura, dovrebbe chiedersi:

martedì 14 giugno 2011

Scrivere sempre lo stesso libro



Ieri sera con piacere ho rivisto Puerto Escondido con la regia di Salvatores e ho pensato subito a questo post.

Già da qualche tempo avrei voluto scrivere di Pino Cacucci, l'autore del romanzo dal quale è tratto il film, perché il suo esordio letterario è un esempio di un fenomeno del quale i letterati sopraffini dibattono di frequente.

La domanda è: si scrive sempre lo stesso romanzo?

domenica 3 aprile 2011

Sette pregi per un buon dialogo

Non c'è bisogno di dire quanto sia importante il dialogo in un racconto o in un romanzo: un buon dialogo può far diventare "musica" il tuo racconto, uno cattivo lo trasforma in una "pietra" indigeribile.

È talmente importante che ho ritenuto necessario dedicargli un'attenzione particolare in Tutto sul dialogo, il videocorso specifico per chi vuole davvero scrivere dialoghi capaci di far prendere il volo alla sua storia.

Penso infatti che quella del dialoghista sia un'abilità a sé stante, rispetto all'invenzione di un soggetto, alla costruzione di una trama e alla revisione stilistica.

Per ottenere il massimo, nel videocorso è compresa la supervisione costante sulle esercitazioni previste.

Ma se dovessi dire in un solo post quali sono i punti di riferimento per stabilire se un dialogo sia efficace o meno, sicuramente ti proporrei questo eptalogo con i pregi irrinunciabili di una buona sequenza dialogica.

mercoledì 15 dicembre 2010

La difficile arte di far dialogare i personaggi

Poiché le festività natalizie e di fine anno sono vicine, voglio suggerirti di usare le cene, i pranzi, le feste e i ritrovi ai quali molto probabilmente parteciperai per collezionare dialoghi, sui quali poi lavorerai con la procedura che adesso ti illustrerò.

Naturalmente puoi approfittare di qualsiasi occasione festaiola, quindi l'esercizio è perfettamente ripetibile.

Durante l'evento a cui partecipi registra un pezzo di dialogo, non importa se lo scambio ti sembra assurdo, freddo o carico di tensione.

Presta molta attenzione a ciò che è stato detto.

In un momento successivo trascrivilo e trasformalo in una scena.