Di ritorno dalla Liguria, fermo a Spotorno in attesa del treno, trovo la sorpresa.
Sulle panchine del lungomare, decine di libri incatenati, in un pomeriggio uggioso, in cui il mare non ha alcuna attrattiva e la parola scritta prende il sopravvento.
Un'idea di Liberodiscrivere, casa editrice rivoluzionaria e centro di promozione artistico-culturale di Antonello Cassan, che genera molte riflessioni in chi ama leggere e scrivere.
Il primo impatto è quello di un servizio ai cittadini: libri disponibili a farsi leggere, senza la paura di non trovarli, visto che anelli e catene li tengono ben saldi alle panchine.
A me è capitato Silenzio a Occidente, di Mauro Macario, e subito la poesia ha trasformato i minuti della sosta del corpo in viaggio permanente del pensiero.
Ma ha ragione Cassan a sottolineare le diverse valenze di quest'idea che da servizio si trasforma in installazione artistica, happening, performance involontaria dei passanti-lettori e opera concettuale.
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martedì 25 giugno 2013
La cultura in catene
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venerdì 30 settembre 2011
Il mensile di Iltuowritingcoach: Settembre 2011
Ma che sapore ha...?
Cosa rende un piatto interessante?
La capacità di stupirti?
Il potere di evocare sapori perduti?
L'intensità del gusto?
La persistenza al palato?
Tutte queste cose messe insieme?
Quanti aspetti della scienza culinaria sarebbe possibile trasferire - mutatis mutandis - alla letteratura!
Se il tuo scopo è diventare una scrittrice o uno scrittore più interessante e stuzzicare i sensi del lettore, prova con Qualche spezia per insaporire le tue storie.
Da un libro all'altro
Il lettore cerca emozioni, non c'è dubbio.
Per questo, se la trama, il racconto, i personaggi, persino la storia editoriale di un testo sono capaci di creare una vertigine, un corto circuito, avvolgendosi su sé stessi, il successo è garantito.
In letteratura questo accade - quasi - sempre quando ci sono Libri che parlano di libri: se questa particolare forma di racconto stimola la tua curiosità, vieni a scoprirne di più adesso.
Più veloce della luce!
Quanto dev'essere lunga, una storia, per potersi dire ben riuscita?
Ho fatto qualche ricerca, imbattendomi in risultati spesso sorprendenti e senza dubbio spiazzanti.
Se nella storia letteraria spiccano romanzi fiume e tomi di migliaia di pagine, ancor più singolari sono le Storie brevi...ssime, di cui puoi leggere in questo post.
Dimmi come narri e ti dirò che scrittore sei
Come funziona la mente narrativa?
C'è chi espone dati, informazioni, che vanno a incastrarsi tra loro come in un grande affresco.
C'è chi invece dipinge scene su scene descrivendo dettagli, azioni, particolari che gettano una luce singolare sul tutto di cui fanno parte.
L'eterna diatriba della narrazione si può riassumere in questa domanda: mostrare o dire, cosa è meglio?
Cosa rende un piatto interessante?
La capacità di stupirti?
Il potere di evocare sapori perduti?
L'intensità del gusto?
La persistenza al palato?
Tutte queste cose messe insieme?
Quanti aspetti della scienza culinaria sarebbe possibile trasferire - mutatis mutandis - alla letteratura!
Se il tuo scopo è diventare una scrittrice o uno scrittore più interessante e stuzzicare i sensi del lettore, prova con Qualche spezia per insaporire le tue storie.
Da un libro all'altro
Il lettore cerca emozioni, non c'è dubbio.
Per questo, se la trama, il racconto, i personaggi, persino la storia editoriale di un testo sono capaci di creare una vertigine, un corto circuito, avvolgendosi su sé stessi, il successo è garantito.
In letteratura questo accade - quasi - sempre quando ci sono Libri che parlano di libri: se questa particolare forma di racconto stimola la tua curiosità, vieni a scoprirne di più adesso.
Più veloce della luce!
Quanto dev'essere lunga, una storia, per potersi dire ben riuscita?
Ho fatto qualche ricerca, imbattendomi in risultati spesso sorprendenti e senza dubbio spiazzanti.
Se nella storia letteraria spiccano romanzi fiume e tomi di migliaia di pagine, ancor più singolari sono le Storie brevi...ssime, di cui puoi leggere in questo post.
Dimmi come narri e ti dirò che scrittore sei
Come funziona la mente narrativa?
C'è chi espone dati, informazioni, che vanno a incastrarsi tra loro come in un grande affresco.
C'è chi invece dipinge scene su scene descrivendo dettagli, azioni, particolari che gettano una luce singolare sul tutto di cui fanno parte.
L'eterna diatriba della narrazione si può riassumere in questa domanda: mostrare o dire, cosa è meglio?
giovedì 8 settembre 2011
Libri che parlano di libri
Non faccio recensioni, perciò, se cito testi è solo perché sono un ottimo esempio per analizzare elementi stilistici o compositivi che ritengo interessanti.
Ho già parlato di quanto possa essere affascinante la scrittura nella scrittura, per questo voglio segnalare il meraviglioso Storie di libri, amati, misteriosi, maledetti a cura di Giovanni Casalegno per la Einaudi, uscito proprio poco tempo fa.
Sebbene esistano molti romanzi in cui i libri sono protagonisti assoluti - da Il nome della rosa che in qualche modo ha risvegliato l'interesse su questo tema, passando per i vari mistery e thriller di variegata fattura, fino al recente Il libro segreto di Dante di Francesco Fioretti - altrettanto numerosi e intriganti sono i racconti sui libri.
Ho già parlato di quanto possa essere affascinante la scrittura nella scrittura, per questo voglio segnalare il meraviglioso Storie di libri, amati, misteriosi, maledetti a cura di Giovanni Casalegno per la Einaudi, uscito proprio poco tempo fa.
Sebbene esistano molti romanzi in cui i libri sono protagonisti assoluti - da Il nome della rosa che in qualche modo ha risvegliato l'interesse su questo tema, passando per i vari mistery e thriller di variegata fattura, fino al recente Il libro segreto di Dante di Francesco Fioretti - altrettanto numerosi e intriganti sono i racconti sui libri.
lunedì 1 agosto 2011
Un buon libro
Ecco cosa fa un buon libro a chi fa libri
Un buon libro è una speranza: vuol dire che è ancora possibile scriverne, che vale la pena tentare. Un buon libro induce il timore che se altri sono stati capaci di scriverne noi di conseguenza non ci riusciremo mai. Un buon libro testimonia che, se sappiamo riconoscere che è buono, forse sappiamo anche come si fanno i libri buoni, e quindi sicuramente ne abbiamo già fatti o ne faremo. Un buon libro è cosa rara e se ne riconosciamo uno sentiamo anche che le nostre probabilità di scriverne sono diminuite, anzi forse sono vicine a zero, e allora ci disperiamo e neghiamo rabbiosamente che il buon libro di un altro sia davvero un buon libro e che il suo successo sia davvero meritato, e pensiamo segretamente che i libri buoni siano soltanto i nostri, non foss'altro che per seguitare a scrivere, per aver fiducia in ciò che scriviamo, per non morire di disperazione.
Così, tra pagina 176 e pagina 177 di Labilità, Domenico Starnone sui libri.
E per te?
Che cos'è un buon libro, per te?
Buone vacanze...
Un buon libro è una speranza: vuol dire che è ancora possibile scriverne, che vale la pena tentare. Un buon libro induce il timore che se altri sono stati capaci di scriverne noi di conseguenza non ci riusciremo mai. Un buon libro testimonia che, se sappiamo riconoscere che è buono, forse sappiamo anche come si fanno i libri buoni, e quindi sicuramente ne abbiamo già fatti o ne faremo. Un buon libro è cosa rara e se ne riconosciamo uno sentiamo anche che le nostre probabilità di scriverne sono diminuite, anzi forse sono vicine a zero, e allora ci disperiamo e neghiamo rabbiosamente che il buon libro di un altro sia davvero un buon libro e che il suo successo sia davvero meritato, e pensiamo segretamente che i libri buoni siano soltanto i nostri, non foss'altro che per seguitare a scrivere, per aver fiducia in ciò che scriviamo, per non morire di disperazione.
Così, tra pagina 176 e pagina 177 di Labilità, Domenico Starnone sui libri.
E per te?
Che cos'è un buon libro, per te?
Buone vacanze...
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