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venerdì 15 luglio 2011

La scrittura nella scrittura: dentro e fuori dai romanzi di Starnone

Cos'hanno in comune un romanzo come Se una notte d'inverno un viaggiatore, un dramma come Sei personaggi in cerca d'autore e un film come Otto e mezzo?

Sono tra i più classici esempi di opera autoreferenziale, cioè che parla di sé stessa.

Infatti, nel romanzo di Calvino, il protagonista cerca di leggere un romanzo che non ha mai fine, come quello che leggiamo noi, nell'opera di Pirandello, i personaggi mettono in discussione il modo in cui vengono rappresentati, nel film di Fellini, il regista si lascia sommergere dalla sua crisi produttiva per poi decidere di raccontarla nel suo film, lo stesso che vediamo noi spettatori.

Un gioco vertiginoso, per l'autore, che deve ricorrere a ogni virtuosismo, e per il lettore/spettatore, attento a non perdersi nelle pieghe dell'intreccio di realtà e finzione.

Forse perché ho sempre amato questo tipo di storie, negli ultimi mesi ho vissuto una meravigliosa esperienza con gli ultimi quattro romanzi di Domenico Starnone.

giovedì 7 ottobre 2010

Il nome del personaggio: un dettaglio "pesante"

Chi scrive narrativa o sceneggiature prima o poi deve scegliere i nomi dei suoi personaggi.

Anche nel caso estremo in cui decida di servirsi di appellativi generici come uomo, o di chiamare i personaggi con dei numeri progressivi, o "battezzi" come uomo senza nome il suo eroe - come hanno fatto Sergio Leone e Clint Eastwood - non avrà eluso la scelta, bensì avrà solo confermato la sua importanza.

Dare il giusto nome al personaggio può avere diverse importanti conseguenze.