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sabato 8 settembre 2012

Quanto dura la lettura?



 Ovvero, quanto tempo ci vuole a leggere un romanzo, un racconto, un testo narrativo in genere?

Giro intorno alla domanda, perché mi sono imbattuto nella versione audiolibro di Hanno tutti ragione, il romanzo in cui Paolo Sorrentino amplia l'epopea di Tony Pisapia, il personaggio del suo primo film L'uomo in più, ribattezzato Tony Pagoda, e che quest'anno ha avuto seguito in Tony Pagoda e i suoi amici, tutti per La Feltrinelli.

Spulcio l'indice della confezione, che contiene la lettura del romanzo a opera di chi lo ha incarnato sullo schermo, cioè Toni Servillo, e leggo Durata totale 11 ore e 5 minuti.

La prima riflessione è più che altro un tuffo all'indietro, a quando l'ho letto: quanto tempo ci avrò messo, io?

giovedì 14 giugno 2012

Inventare storie è facile? Strano, ma vero!

Avere buone idee per una storia da raccontare in un romanzo sembra molto difficile.

Eppure, leggi queste e dimmi se almeno qualcuna di esse non sarebbe abbastanza intrigante:

  • Un uomo colleziona migliaia di tipi di manette diverse per progettare un colpo di stato moralistico
  • Un tizio resta seduto in auto più di 200 giorni per un rito magico
  • Una pornostar decide di battere il record di prestazioni andando con 600 uomini
  • Uno scultore usa il cibo come materiale di lavoro ma in seguito a una crisi economica gli chiedono di cedere le sue sculture per sfamare le persone
  • Un uomo si guadagna da vivere facendosi risarcire dai titolari di ristoranti nei quali finge di soffocarsi a causa del cibo servito
  • D'Annunzio temeva il 13 al punto di sostituirne la scrittura con la formula 12+1, così un critico scopre che nelle sue opere c'è uno strano codice
  • Uno scultore siciliano realizza la statua di un enorme seme d'arancia, senza dire che in realtà l'ha trovato scavando il terreno nel quale voleva costruire una casa, ma il seme col tempo germoglia e dà vita a un agrume gigante che i cittadini vogliono proteggere e gli speculatori vogliono sfruttare a fini commerciali
  • Un uomo dalla vita turbolenta e membro di sette religiose che istigano al suicidio viene ingaggiato da un agente dello spettacolo che lo trasforma in fenomeno televisivo
  • Milioni di ragni si preparano a invadere un piccolo paesino dove si sta preparando un matrimonio alla grande che coinvolgerà tutta la cittadinanza
I lettori di Chuck Palahniuk forse avranno riconosciuto la terza, la quinta e l'ottava idea dell'elenco come i soggetti di tre famosissimi romanzi dello scrittore statunitense, nell'ordine Gang Bang, Soffocare e Survivor.

Tuttavia, tra queste tre idee e le altre sei c'è una forte affinità: sono tutti fatti veri o verisimili, e quando non lo sono partono da fatti di cronaca reali, si basano tutti sul portare all'assurdo un comportamento o una condizione, oppure si fondano su un evento straordinario ma naturale e possibile.

Se ho inserito nell'elenco le idee di Chuck Palahniuk è per farti capire che anche lui è partito, per tutti i suoi romanzi, da idee apparentemente assurde e molto ma molto originali.

Da dove vengono le altre sei idee?

giovedì 29 marzo 2012

Come scegliere il genere del tuo romanzo

La scelta del genere letterario cui dedicarsi è spesso combattuta, per chi inizia a scrivere.

Beati coloro che si fissano su una sola tipologia di storie, perché non dovranno mai dibattersi tra dubbi e incertezze su quale atmosfera, linguaggio e forma sia preferibile alle altre.

Scegliere di non scegliere
La cosa più semplice in realtà è non scegliere affatto il genere del proprio romanzo.

venerdì 24 settembre 2010

L'Eco delle parole di un Follett

Ieri sera, 23 settembre 2010, il TG1 intervista lo scrittore Ken Follett che con molta nonchalance e con l'inconsapevole lasciapassare della giornalista afferma in sostanza che Umberto Eco è noioso e che lui preferisce Dan Brown.

Ehm...

No, davvero, il boccone mi è andato di traverso.

Può il telegiornale principale della televisione di stato permettere a chicchessia di sparare giudizi sommari e personali senza motivazione, anzi, con motivazione inconsistente - come dimostrerò - senza diritto di replica e senza che l'intervistatrice battesse ciglio, rivelando un pressappochismo che ci fa dubitare dei titoli necessari a svolgere quel lavoro?

Lo so, ho detto tutto subito, ma ora "dipano la matassa".