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domenica 12 gennaio 2014

Dal capitale umano a quello narrativo


 Che Il capitale umano sia il più bel film di Paolo Virzì si fa presto a riconoscerlo.

La bravura di Virzì, sin da La bella vita, è sempre stata quella di far detonare la natura tutta italiana del commediante con le mostruosità della nostra società civile.

Immagino che Virzì, leggendo Il capitale umano di Amidon Stephen, abbia tirato un sospiro di sollievo, trovando una storia che si adattava perfettamente all'immaginaria Brianza e alla molto realistica Italia degli ultimi tre o quattro anni.

Il film però fa centro nell'attenzione dello spettatore grazie soprattutto alla sua struttura, senza la quale potrebbe sembrare un semplice affresco di caratteri, magistralmente incarnati da un cast in stato di grazia assoluto.

Il 50 % dell'efficacia comunicativa del film sta nella sua struttura in capitoli.

Ed è per questo che ne parlo qui, dove di solito scrivo di narrativa.

Il film è una lezione di scrittura, sia in termini compositivi che di stesura.

venerdì 12 luglio 2013

È facile scegliere la trama: chi cerca trova?

Ἀρχόμενος σέο Φοῖβε παλαιγενέων κλέα φωτῶν
μνήσομαι οἳ Πόντοιο κατὰ στόμα καὶ διὰ πέτρας
Κυανέας βασιλῆος ἐφημοσύνῃ Πελίαο
χρύσειον μετὰ κῶας ἐύζυγον ἤλασαν Ἀργώ

Questo è l'inizio de Le Argonautiche, di Apollonio Rodio, e racconta il mitico viaggio degli eroi guidati da Giasone, sull'altrettanto mitica nave Argo, alla ricerca del Vello d'oro, la pelle di un ariete magico che trasportò il giovane Frisso - scampato al sacrificio al quale suo padre l'aveva destinato - in Colchide.

Mitologia greca, insomma, e forse la storia epica più antica del mondo ellenico, sebbene la versione di Apollonio Rodio sia solo del terzo secolo a.C., ben oltre la classicità.

Un altro glorioso mito greco basato sulla ricerca è quello di Perseo che per salvare Andromaca deve procurarsi la testa della Gorgone.

Fine del pistolotto filologico, quello che ci interessa è la trama, basata appunto sulla ricerca di qualcosa.

Quante storie già conosci che sfruttano questo motore per svilupparsi?

venerdì 28 giugno 2013

È facile scegliere la trama: la minaccia


 È facile scegliere la trama...se sai quali sono le trame possibili.

Perdonami questo ricalco del titolo di una nota serie di manuali per smettere di, ma poiché nulla nasce dal nulla e siccome siamo nel 2013, quindi con qualche millennio di produzione letteraria alle spalle, chiunque voglia scrivere una storia farebbe bene a prendere spunto da, o a usare come modello quanto è stato prodotto finora.

Nel mio lavoro con la scrittura funzionale - cioè articoli, post, relazioni, special report ecc. - punto sempre tantissimo sull'uso delle strutture testuali per facilitare chi vuole imparare a scrivere.

Quando sai che esistono in fondo pochi tipi di articoli e che essi si differenziano per il diverso ordine da dare ai concetti esposti, scrivere è più facile.

Ma la struttura non è qualcosa che riguarda solo la scrittura non narrativa e le trame non sono altro che le strutture che l'autore sceglie di dare agli avvenimenti narrati.

In un certo senso, in una storia accadono alcune cose tutte riconducibili a poche tipologie.

Ciò che differenzia le storie e i generi è proprio il tipo di struttura, la quale finirà per dare un taglio particolare non solo alla narrazione ma anche all'atmosfera stessa che il lettore percepirà.

Quando hai un'idea vaga per una storia da scrivere, allora, dai un occhio a queste trame possibili e scegli quella che valorizza meglio la tua idea.

O quella che subito ti farà venire voglia di trasformare la tua idea in pagine di narrativa.