A piccoli passi
Ci sono tecniche molto complesse per costruire una storia, ma a volte abbiamo voglia di qualcosa di più snello e rapido.
Per questo, ti propongo la tecnica delle due righe che ti permette di partire da un granello di trama per poi sviluppare una montagna di narrazione.
Comincia subito cliccando qui!
Questa l'ho già sentita!
Se perfino Woody Allen si concede di ricalcare una storia già scritta, una di Fellini tra l'altro, forse possiamo provarci anche noi.
La riscrittura, intesa come esercizio o come vera tecnica di produzione di storie, sintetizzata in questo post per te.
La nuova serie
Sbagliando s'impara... a scrivere è il nuovo appuntamento periodico di www.iltuowritingcoach.com nel quale potrai comprendere i meccanismi della scrittura narrativa direttamente dai lavori svolti dagli studenti ai miei corsi.
Chi l'ha detto che sbagliare è una tragedia?
Abbiamo già parlato di verbi, pronomi, rapporti causali.
Metti suspense nei tuoi testi!
Che cos'è la suspense e come inserirla nei propri racconti credo sia una strumentazione indispensabile per chiunque voglia prodursi con la narrazione.
La suspense crea interesse, incolla il lettore, vivacizza la storia, gioca con i sensi e ha molte altre qualità che puoi trovare illustrate nei due articoli.
Per amore, solo per amore
Ho pescato a caso un esercizio tra i tanti proposti in Accademia del romanzo: la scrittura di una scena d'amore.
Prova a leggere l'esercizio svolto per poi cimentarti anche tu con la scrittura del colpo di fulmine!
Visualizzazione post con etichetta Federico Fellini. Mostra tutti i post
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giovedì 31 maggio 2012
venerdì 4 maggio 2012
Riscrivere una storia già scritta: lo fa anche Woody
Chi ha visto To Rome with Love di Woody Allen e ama il cinema italiano si sarà accorto del tripudio di citazioni con cui il cineasta americano ha infarcito il film, per trasmettere il suo amore per l'Italia e per epoche ormai archiviate.
Dal vigile narratore - il cinema dei cinquanta e sessanta in Italia spesso si apriva con questa soluzione - all'incontro fatale sulla scalinata di Trinità dei Monti in stile Vacanze romane, dal look di Alec Baldwin con capigliatura da divo dei fifties al clone della Loren nel corpo di Penelope Cruz, trapianto che era già riuscito ad Almodóvar in Volver, fino all'Italia paese del bel canto - solo all'estero ormai ci pensano così - e delle agenzie funebri dietro le quali negli Stati Uniti si celano i clan mafiosi, è veramente un carrozzone di messaggi.
Se però tutte queste citazioni sono come flash sparsi, ce n'è una su cui s'impernia un terzo del film: la riscrittura del plot de Lo sceicco bianco di Fellini, al quale Allen aveva già reso omaggio con Sturdust Memories.
Dal vigile narratore - il cinema dei cinquanta e sessanta in Italia spesso si apriva con questa soluzione - all'incontro fatale sulla scalinata di Trinità dei Monti in stile Vacanze romane, dal look di Alec Baldwin con capigliatura da divo dei fifties al clone della Loren nel corpo di Penelope Cruz, trapianto che era già riuscito ad Almodóvar in Volver, fino all'Italia paese del bel canto - solo all'estero ormai ci pensano così - e delle agenzie funebri dietro le quali negli Stati Uniti si celano i clan mafiosi, è veramente un carrozzone di messaggi.
Se però tutte queste citazioni sono come flash sparsi, ce n'è una su cui s'impernia un terzo del film: la riscrittura del plot de Lo sceicco bianco di Fellini, al quale Allen aveva già reso omaggio con Sturdust Memories.
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martedì 14 giugno 2011
Scrivere sempre lo stesso libro
Ieri sera con piacere ho rivisto Puerto Escondido con la regia di Salvatores e ho pensato subito a questo post.
Già da qualche tempo avrei voluto scrivere di Pino Cacucci, l'autore del romanzo dal quale è tratto il film, perché il suo esordio letterario è un esempio di un fenomeno del quale i letterati sopraffini dibattono di frequente.
La domanda è: si scrive sempre lo stesso romanzo?
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martedì 28 dicembre 2010
Come scrivere un film (e non solo)
Risposta: basta vedere Happy Family di Gabriele Salvatores, nel quale un divertente Fabio De Luigi veste i panni di Ezio, un autore che pesca a piene mani dalla sua vita i pezzi per comporre il quadro della storia che vuole scrivere.
Un'idea feconda, quella di mettere in scena l'autore stesso nel bel mezzo della sua creazione.
Che io mi ricordi, uno degli esempi più vecchi sta in l'Illusion comique di Pierre Corneille in cui un finto mago, Alcandre, aiuta un giovane a ingannare benevolmente il padre poco fiducioso nei suoi confronti: il padre è convinto di vedere, grazie a una magia, ciò che si svolge in tutt'altro luogo, mentre i "fantasmi" che egli è convinto di vedere sono in realtà persone reali che interpretano la parte di fantasmi.
Si tratta del complesso gioco del teatro nel teatro, in cui i livelli di rappresentazione si accavallano e si mescolano.
La prima grande dimostrazione di quanto possa essere appassionante rappresentare i pensieri di un autore mentre prendono forma ce la diede Luigi Pirandello con la trilogia del teatro nel teatro, composta da Sei personaggi in cerca d'autore (i personaggi si ribellano per il modo in cui gli attori li interpretano e chiedono al capocomico di prendere il loro posto), Ciascuno a suo modo (la vicenda di un'attrice dal comportamento discusso si rivela essere una commedia, ma i protagonisti reali e gli spettatori nello stesso tempo commentano la rappresentazione) e Questa sera si recita a soggetto (prima di andare in scena, attori e regista litigano davanti al pubblico per l'impostazione registica dello spettacolo).
L'effetto di scambio continuo tra il piano della realtà e quello della finzione piace perché fa lo stesso effetto di quei sogni nei quali siamo convinti di essere svegli e che quando ci svegliamo davvero ci lasciano sgomenti.
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