Il saggio parla perché ha qualcosa da dire, il pazzo perché deve dire qualcosa.
Questa frase non è di Platone ma qualcuno in passato si divertì ad attribuirgliela.
A noi interessa il suo senso, e non la paternità certa.
Trasposta al nostro mondo di narratori, la frase spinge a chiedersi: perché raccontare storie?
La risposta è scritta dentro di te, se solo pensi alle storie che conosci.
Le storie attaccate alla tua carne e alle tue ossa, quelle che ti porti dietro da quando le hai sentite, sono quelle che t'insegnano qualcosa.
È la prima ragione per la quale gli uomini inventano storie.
lunedì 6 giugno 2011
Perché raccontare storie?
sabato 4 giugno 2011
La scrittura invisibile
Se hai visto il video avrai riconosciuto senz'altro alcune delle più famose illusioni ottiche e immagini ambigue che gli studi della psicologia della Gestalt hanno usato come prova per dimostrare che noi contribuiamo direttamente a costruire la realtà percepita dai nostri sensi, una realtà che effettivamente non esiste in sé.
Lasciamo stare i motivi per cui alcuni vedono il coniglio e altri il papero, perché i due cerchi contornati da altri cerchi più grandi o più piccoli appaiano di dimensioni differenti, o perché vediamo figure geometriche laddove non sono state tracciate.
Non è l'aspetto mentale che m'interessa - di solito questi argomenti li tratto in www.studialamente.com - bensì il fatto che esista un oggetto comunicativo, l'immagine appunto, e un risultato comunicativo, ossia come l'immagine viene percepita, e che sono tremendamente diversi.
Trovo questa situazione molto simile alla scrittura di storie: è facile scorgere gli aspetti più reconditi di una trama se sai cosa stai cercando, ma è impossibile trovarli se non ne sei neanche a conoscenza.
venerdì 20 maggio 2011
Il tuo writingcoach tascabile
Ci sono persone che senza un continuo sprone rischiano di vedere sprecate le loro capacità, il loro intuito, la loro passione e in certi rari ma significativi casi addirittura il loro talento.
A questo pensavo preparando Il tuo writingcoach in un mese, l'audio corso per battere qualsiasi forma di blocco della scrittura.
A questo pensavo preparando Il tuo writingcoach in un mese, l'audio corso per battere qualsiasi forma di blocco della scrittura.
lunedì 16 maggio 2011
Dieci passi per scrivere da paura!
Se Stephen King è fisso al quarto posto nel mondo tra gli scrittori più letti e al decimo tra i più venduti, e se Giorgio Faletti da quando ha scoperto la sua vena è costantemente nella top ten italiana, vuoi vedere che scrivere storie che fanno paura "tira da paura"?
Di sicuro, tutti possiamo imparare moltissimo da come gli autori di thriller, horror e noir riescono a toccare i sensi del lettore e magari accrescere la nostra capacità di lasciare il segno.
Ecco i dieci passi per un racconto del terrore, con licenza di essere usati e adattati a qualsiasi altro tipo di storia.
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sabato 14 maggio 2011
Sei un mito? Smetti subito!
Di' la verità, quante volte hai pensato a quanto sarebbe affascinante la vita dello scrittore, mettendo l'arte al primo posto, onorandola in modo febbrile, scrivendo dove capita per non lasciarsi sfuggire l'ispirazione, e arrivare al successo con un racconto scritto di getto e giunto per puro caso nelle mani di un editore mecenate che solo il destino può aver indirizzato sui tuoi passi?
Quante volte ti dici che questo dannato mondo basato sul denaro farebbe bene a svoltare una volta e per tutte verso la bellezza e l'arte?
Quante volte hai sospirato per la fine del romanticismo?
Va bene, diciamo che sto parlando di me e che tu non hai mai fatto pensieri del genere.
E mi ricordo di me immerso in queste idee, grazie ai quaderni del mio passato - ripresi di recente per preparare una delle lezioni dei miei corsi sulla scrittura diaristica - dai quali riecheggia tutta una mitologia dell'artista, il "personaggio" che avevo eletto nella mia adolescenza a modello da incarnare.
L'idea stereotipata di scrittore artista prende piede maggiormente tra chi vuole scrivere narrativa.
Gli scrittori di testi espositivi e argomentativi sono più immuni, soprattutto perché il loro tipo di scrittura li àncora costantemente alla dura realtà.
Oggi voglio esaminare per te e con te il mito dello scrittore per metterne in evidenza i lati "pericolosi", i più difficili da vedere perché si resta abbagliati dal suo fascino.
Quante volte ti dici che questo dannato mondo basato sul denaro farebbe bene a svoltare una volta e per tutte verso la bellezza e l'arte?
Quante volte hai sospirato per la fine del romanticismo?
Va bene, diciamo che sto parlando di me e che tu non hai mai fatto pensieri del genere.
E mi ricordo di me immerso in queste idee, grazie ai quaderni del mio passato - ripresi di recente per preparare una delle lezioni dei miei corsi sulla scrittura diaristica - dai quali riecheggia tutta una mitologia dell'artista, il "personaggio" che avevo eletto nella mia adolescenza a modello da incarnare.
L'idea stereotipata di scrittore artista prende piede maggiormente tra chi vuole scrivere narrativa.
Gli scrittori di testi espositivi e argomentativi sono più immuni, soprattutto perché il loro tipo di scrittura li àncora costantemente alla dura realtà.
Oggi voglio esaminare per te e con te il mito dello scrittore per metterne in evidenza i lati "pericolosi", i più difficili da vedere perché si resta abbagliati dal suo fascino.
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