giovedì 20 gennaio 2011

La metafora, ovvero una spezia da usare con parsimonia

Il titolo stesso è una metafora, ossia una forma di paragone diretto, non mediato dal come o da locuzioni complesse come simile a: la metafora è una spezia è una metafora, la metafora è come/simile a una spezia è invece una similitudine.

Quando usiamo simili figure retoriche di sicuro arricchiamo il linguaggio e lo rendiamo più vivo.

Non dobbiamo guardare molto lontano per trovare metafore: da le gambe del tavolo alla vecchia fiamma, nelle nostre parole di ogni giorno abbondano paragoni retorici di ogni tipo.

Riguardo alle gambe del tavolo, tutti abbiamo esperienza delle gambe come qualcosa di affusolato, lungo, che tiene su il corpo come gli appoggi del tavolo tengono su il piano.

La vecchia fiamma si riferisce alla sensazione di passione bruciante provata in passato con un partner, con una forte valenza emotiva.

Le usiamo ormai senza neanche più farci caso in qualsiasi momento.

domenica 16 gennaio 2011

Scrivere nel 2011: dieci buoni propositi per il nuovo anno

Pronti a stabilire qualche obiettivo concreto per questo nuovo anno nella scrittura?

Ecco una lista di alcuni propositi significativi per chiunque ami scrivere.

Scegline uno o due con i quali darti da fare: quando arriverà gennaio 2012 ti guarderai indietro e potrai constatare quanto di buono hai realizzato.

Stabilisci il tuo tempo per scrivere
Sembra sia il problema dei problemi, per chi vuole scrivere, ma se decidi di impegnarti a dedicare un certo tempo ogni giorno alla tua scrittura - anche poco per volta - i risultati ti sorprenderanno.

Se poi tendi a procrastinare - e chi di noi non ha questa tendenza - stabilire in maniera ferma una fascia oraria da dedicare alla scrittura è necessario.

Per me funziona meglio scrivere sempre alla stessa ora, almeno nei mesi invernali (infatti, le mie sono le ore più calde!).

Dopo un po' il cervello sembra "abituarsi" alla consuetudine oraria, e io avverto già una mezz'ora prima il suo attivarsi, pronto a fornirmi spunti, idee e soluzioni per i miei testi.

Supera i tuoi blocchi
Il processo non è difficile: individua le cause del tuo blocco, rimuovile, e scrivi.

Ma allora perché, nonostante questa semplicità, tutti finiamo per caderci e ricaderci?

Ti sembrerà strano, ma spesso preferiamo non agire piuttosto che rischiare di agire e non raggiungere gli obiettivi fissati dalle nostre aspettative.

Il blocco dello scrittore non è mai, e sottolineo mai, qualcosa di oggettivo.

Finisci di scrivere un lavoro incompiuto
Tutti coloro che amano scrivere ne hanno uno, garantito.

Alcuni sono proprio arrivati a un passo dal finale, altri lo hanno addirittura completato nella prima stesura ma l'idea di farne l'editing li terrorizza, altri ne hanno delineato solo l'idea di base e dipinto nella loro immaginazione qualche scena.

Ma tutti, proprio tutti, hanno un lavoro incompiuto da finire.

Fai che il 2011 sia l'anno giusto per quel tuo lavoro nel cassetto.

martedì 4 gennaio 2011

Sempre la stessa storia!

Hai presente il classico déjà vu?

Non molto tempo fa ho visto a poche sere di distanza due film, entrambi di genere thriller, entrambi statunitensi.

Il primo si intitola Soluzioni estreme, di Michael Apted, con Hugh Grant e Gene Hackman (ma c'è anche Sarah Jessica Parker che moltissimi conoscono come Carrie Bradshaw di Sex and City), è un film del 1996 ma io non l'avevo mai visto.

C'è un medico che indaga su una strana morte di un paziente al pronto soccorso e scopre che c'è uno scienziato che usa gli umani per esperimenti di neurochirurgia.

Qualche sera dopo, l'altro film, Colpevole d'omicidio, con Robert De Niro diretto da Michael Caton-Jones, anche questo non recentissimo, 2002, il che dimostra che vado troppo poco al cinema.

Un poliziotto, figlio di un infanticida, è costretto a indagare su suo figlio, macchiatosi a sua volta di un delitto.

E va bene, dirai, vuoi anche dirmi quali pubblicità hanno trasmesso o arrivi al punto?

Eccolo.

martedì 28 dicembre 2010

Come scrivere un film (e non solo)


Risposta: basta vedere Happy Family di Gabriele Salvatores, nel quale un divertente Fabio De Luigi veste i panni di Ezio, un autore che pesca a piene mani dalla sua vita i pezzi per comporre il quadro della storia che vuole scrivere.

Un'idea feconda, quella di mettere in scena l'autore stesso nel bel mezzo della sua creazione.

Che io mi ricordi, uno degli esempi più vecchi sta in l'Illusion comique di Pierre Corneille in cui un finto mago, Alcandre, aiuta un giovane a ingannare benevolmente il padre poco fiducioso nei suoi confronti: il padre è convinto di vedere, grazie a una magia, ciò che si svolge in tutt'altro luogo, mentre i "fantasmi" che egli è convinto di vedere sono in realtà persone reali che interpretano la parte di fantasmi.

Si tratta del complesso gioco del teatro nel teatro, in cui i livelli di rappresentazione si accavallano e si mescolano.

La prima grande dimostrazione di quanto possa essere appassionante rappresentare i pensieri di un autore mentre prendono forma ce la diede Luigi Pirandello con la trilogia del teatro nel teatro, composta da Sei personaggi in cerca d'autore (i personaggi si ribellano per il modo in cui gli attori li interpretano e chiedono al capocomico di prendere il loro posto), Ciascuno a suo modo (la vicenda di un'attrice dal comportamento discusso si rivela essere una commedia, ma i protagonisti reali e gli spettatori nello stesso tempo commentano la rappresentazione) e Questa sera si recita a soggetto (prima di andare in scena, attori e regista litigano davanti al pubblico per l'impostazione registica dello spettacolo).

L'effetto di scambio continuo tra il piano della realtà e quello della finzione piace perché fa lo stesso effetto di quei sogni nei quali siamo convinti di essere svegli e che quando ci svegliamo davvero ci lasciano sgomenti.

mercoledì 15 dicembre 2010

La difficile arte di far dialogare i personaggi

Poiché le festività natalizie e di fine anno sono vicine, voglio suggerirti di usare le cene, i pranzi, le feste e i ritrovi ai quali molto probabilmente parteciperai per collezionare dialoghi, sui quali poi lavorerai con la procedura che adesso ti illustrerò.

Naturalmente puoi approfittare di qualsiasi occasione festaiola, quindi l'esercizio è perfettamente ripetibile.

Durante l'evento a cui partecipi registra un pezzo di dialogo, non importa se lo scambio ti sembra assurdo, freddo o carico di tensione.

Presta molta attenzione a ciò che è stato detto.

In un momento successivo trascrivilo e trasformalo in una scena.