Si può pensare, con semplicità, che stiano solo parlando.
Ed è vero, ma per il lettore che li osserva, anzi, li ascolta, le cose sono leggermente diverse.
Dai loro scambi il lettore vive un'esperienza particolare.
Ho da poco finito di revisionare dei racconti per una raccolta di esordienti, e con sorpresa - o senza, dovrei dire - ho constatato che il maggior numero di punti deboli erano nei dialoghi.
E che il dialogo sia un banco di prova tremendo lo dimostra la leggenda per la quale l'editor della casa editrice, di solito, per scremare la miriade di manoscritti che gli arriva, ne prende alcuni a caso e li giudica esclusivamente da una pagina di dialogo.
La domanda è: quali scarterà e quali conserverà, e soprattutto perché?




